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Scuola, il giorno della migrazione forzata (e di mille altri problemi)

Il Miur sta inviando le e-mail per la lotteria delle cattedre anche a centinaia di kilometri di distanza.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione
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La protesta dei docenti sardi contro la migrazione forzata

Nel giorno in cui il Ministero sta inviando le mail per la "lotteria" delle cattedre, che potrebbe portare a trasferimenti forzati a centinaia di kilometri di distanza, continuano ad essere tanti i problemi della scuola italiana. Dagli insegnanti di sostegno "parcheggiati", alla sicurezza delle scuole, fino ai posti mancanti per il fabbisogno degli istituti.

Qualcuno l'ha chiamata "deportazione", un termine forte che ha fatto arrabbiare la ministra dell'Istruzione Stefania Giannini. Altri l'hanno chiamata "lotteria" o "migrazione forzata". In qualunque modo la si voglia chiamare, è cominciata questa notte l'assegnazione di 16mila cattedre vacanti in giro per l'Italia, che ha fatto discutere ed arrabbiare gli insegnanti per le modalità con le quali è stata fatta. Non un'assegnazione su base territoriale, che tenesse in considerazione, magari anche con maglie larghe, la residenza dei precari della scuola che dovrebbero essere stabilizzati, ma affidata ad un fantomatico algoritmo, che potrebbe portare le persone anche a centinaia di kilometri da casa, lasciando figli, famiglie, genitori anziani ed affetti.
Appena 10 i giorni lasciati all'insegnanti per decidere se stravolgere la propria vita e senza alcuna reale possibilità di rifiuto, pena la cancellazione dalle graduatorie ad esaurimento e dei diritti acquisiti fino ad oggi.

Continua il ricatto del governo, iniziato con la retorica a difesa della riforma della "Buona Scuola", quella del "ma noi assumiamo 100mila insegnanti, siete contrari alle assunzioni?".
Continuano, però, anche mille altri problemi legati alla scuola, come le segreterie dei sindacati stanno denunciando attraverso decine di comunicati inviati alle redazioni in questi giorni.
Anzitutto quello della sicurezza, coi dati diffusi la settimana scorsa dallo stesso Ministero. Per fare un esempio, in provincia di Bologna solo il 57,7% delle scuole possiede il certificato di "agibilità/abitabilità". Non significa, va detto, che automaticamente le scuole siano pericolose, ma che non è stato fatto il collaudo statico.

La questione del personale continua ad essere centrale, sia per quanto riguarda quello docente che per il personale Ata. In Emilia Romagna, ad esempio, mancano all'appello 500 insegnanti. I sindacati avevano stimato il fabbisogno in 1200 unità, mentre il Ministero ne ha assegnati solo 716.
Non va meglio per gli insegnanti di sostegno. Secondo Anief sono 12mila quelli abilitati che restano parcheggiati, mentre in giro per l'Italia ci sono migliaia di posti vacanti: "delle 8.797 assunzioni su sostengo della fase B della riforma - scrive Marcello Pacifico, presidente di Anief - quasi la metà (3.671) andranno perse. Siamo all’assurdo, perché i docenti formati con i Tfa negli ultimi anni potevano tranquillamente essere immessi in ruolo attraverso il piano straordinario della Buona Scuola".

Per quanto riguarda il personale Ata, inoltre, le ricadute della legge di stabilità 2015, che sbandierava straordinari investimenti nel settore pubblico dell’istruzione, in realtà prevede la riduzione di 2020 unità di personale (di cui 124 in Emilia Romagna) tra assistenti amministrativi e collaboratori scolastici oltre a porre, secondo l'Flc Cgil, "inaccettabili vincoli sulle sostituzioni in caso di assenza". Non bisogna infine dimenticare le tante scuole prive di un Direttore dei Servizi Amministrativi titolare, con il Ministero che da anni tiene chiusa nel cassetto la bozza del bando di concorso ordinario e riservato per procedere a nuove assunzioni in questo fondamentale profilo professionale.


Ascolta l'intervista a Raffaella Morsia, segretario dell'Flc Cgil dell'Emilia Romagna

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