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Scuola, ecco le linee guida. Dalla Cgil sì con riserva

Presentati i punti del piano scuola del Governo.


di Andrea Perolino
Categorie: Istruzione, Politica
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Assunzione di 150.000 docenti precari, superamento delle supplenze brevi, introduzione di "scatti di competenza" e nuove procedure di alternanza scuola-lavoro. Sono alcune delle misure contenute nel rapporto "La Buona Scuola" presentato oggi dal governo. Per la Cgil rimangono "diverse perplessità".

Come annunciato nei giorni scorsi, il premier Matteo Renzi ha presentato questa mattina le misure relative alla futura riforma della scuola, quella da lui definita "patto educativo". Nel documento "La Buona Scuola" sono indicate le linee guida che, nelle intenzioni del governo, dovranno essere tramutate in legge in tempo utile per l'anno scolastico 2015/16. Per giungere a questo obiettivo verranno indicate le coperture finanziarie nella Legge di Stabilità 2015, e si prevede l'utilizzo del Decreto Legge come strumento per attuare le norme previste.

Vediamo allora quali sono le principali novità previste dal rapporto "La Buona Scuola", di cui abbiamo chiesto un commento a Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil. In primo luogo è previsto il finanziamento di un piano straordinario di assunzioni (a settembre 2015) di tutti i docenti precari iscritti nelle Graduatorie a esaurimento (con riferimento all'ultimo aggiornamento di luglio 2014) e dei vincitori e idonei dell'ultimo concorso, bandito nel 2012. Un piano da tre miliardi che servirà a stabilizzare circa 150.000 insegnanti entro un anno.
"È ciò che chiedevamo da anni - spiega Pantaleo - ma vi è un'incognita: quella delle risorse. Non viene indicato come il governo troverà le risorse necessarie. Si tratterà di vedere da settembre 2015 se effettivamente questo piano partirà".

Vengono inoltre indicati 11 obiettivi che saranno contenuti nel Decreto Legge: primo tra tutti l'ampliamento dell'organico di diritto e l'individuazione di un organico funzionale, organizzato per reti di scuole vicine sul territorio per coprire i posti vacanti. "È un punto che abbiamo sollevato da tempo - sottolinea il segretario della Flc - passare a un organico funzionale e stabile che consenta la continuità didattica e il superamento delle supplenze brevi. Si tratta di vedere quando entrerà a regime questo sistema, perché richiede del tempo. La strada indicata è comunque positiva".

Una delle bandiere renziane è quella della valutazione degli insegnanti in base al merito, da cui dipenderà il sistema di retribuzione: non più scatti per anzianità, ma la definizione di un meccanismo che premi la valutazione e la valorizzazione delle competenze didattiche dei docenti, quello che nel documento viene definito come "scatti per competenza". Secondo il parere di Pantaleo "è molto farraginoso il meccanismo: il punto è che all'interno del documento non si parla mai di rinnovo dei contratti. Un'operazione di modifica degli scatti può essere fatta solo all'interno del rinnovo del contratto nazionale - spiega il sindacalista - Non siamo assolutamente d'accordo sul fatto che dal 2015 si bloccano gli scatti per poi avviare il nuovo sistema dal 2018, questo significa penalizzare intere fasce di lavoratori".

Altri punti del documento sono il superamento delle supplenze brevi e saltuarie; l'ampliamento delle classi di concorso e i criteri per la mobilità geografica degli insegnanti; una nuova procedura di abilitazione dei docenti; il rafforzamento del Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa (Mof); la maggiore autonomia scolastica attraverso il potenziamento delle funzioni dei presidi; il rafforzamento delle competenze degli alunni; l'individuazione di nuovi strumenti di finanziamento, anche attraverso le risorse di privati; la semplificazione delle procedure di alternanza scuola-lavoro, che sarà obbligatoria negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici e professionali per almeno 200 ore l'anno; revisione delle procedure amministrative potenziando la digitalizzazione degli uffici e delle segreterie.

"C'è questa trasformazione del preside in una sorta di manager, ho diverse perplessità. Il dirigente scolastico deve tornare a svolgere la sua funzione fondamentale di organizzazione didattica - fa sapere Pantaleo, che illustra poi altri dubbi del sindacato - C'è un punto molto debole: la scuola non funziona solo coi bravi docenti, ma ha bisogno di un quadro complessivo in cui fare determinati interventi. Ad esempio l'ingresso dei privati nella scuola mi lascia perplesso, pensare che le imprese investano direttamente nella scuola, e quindi abbiano un tornaconto, fa sì che venga messa in discussione la funzione sociale della scuola".


Ascolta l'intervista a Domenico Pantaleo

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