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Scuola dell'infanzia, appalti a gestori di nidi

La denuncia del Comitato Bolognese Scuola e Costituzione.


di redazione
Categorie: Istruzione
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Il Comitato Bolognese Scuola e Costituzione, insieme all'Assemblea delle Scuole di Bologna e Provincia, punta il dito contro una decizione della Giunta comunale che affida la gestione di alcune sezioni di scuola dell'infanzia pubblica a imprese private.

Appena un anno fa, era il 26 maggio del 2013, i cittadini bolognesi tramite un referendum consultivo votarono affinché le risorse comunali (circa un milione di euro all'anno) destinate alle scuole private venissero usate per garantire il diritto alla scuola dell'infanzia pubblica, gratuita e laica. Un'espressione della volontà popolare che non venne poi accolta dal Sindaco Merola e dal Consiglio Comunale, che votò a maggioranza per la conferma dei finanziamenti ai privati.

Con la deliberazione n.99/2014 del 6/05/2014, la Giunta Comunale affida le gestione di tre sezioni di scuola dell'infanzia nei quartieri S.Vitale e S.Donato ad imprese private che si occupano di servizi a domanda individuale come i nidi. In particolare: una sezione a tempo pieno presso gli spazi dell'ex nido d'infanzia "Il Trenino Ciuff Ciuff" con progetto integrato in un contesto abitativo ad uso sociale; una sezione a tempo pieno presso gli spazi del servizio educativo "Balù" che viene così trasformato in un servizio destinato a bambini da 1 a 6 anni; una sezione a tempo pieno presso il servizio educativo "Marameo" nel Q.re Porto, struttura gestita tramite un preesistente contratto di concessione, che verrà così integrato e trasformato in servizi 0-6.

"La Costituzione parla chiaro - afferma ai nostri microfoni Bruno Moretto del Comitato Scuola e Costituzione - La Repubblica e quindi i Comuni hanno l'obbligo di istituire scuole pubbliche per tutti gli ordini e gradi. Un cittadino non può essere costretto a portare i figli in una struttura che fa finta di essere una scuola ma non lo è".

Il nocciolo della questione è che una scuola viene data in appalto a un gestore che non si occupa di scuola: "Questi soggetti gestiscono dei servizi ma non hanno le caratteristiche per fare un servizio scolastico, non sono scuole. È un aggravamento della situazione rispetto al finanziamento alle scuole private, qui addirittura si dà in mano la gestione di ciò che è scuola a un privato qualunque".

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Bruno Moretto

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