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Scontri all'Ikea, avvisi di fine indagine a 9 attivisti

Partecipavano alla protesta dei facchini davanti alla sede di Casalecchio della multinazionale.


di redazione
Categorie: Lavoro, Movimento, Giustizia
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9 attivisti di Crash e Cua sono accusati, a vario titolo, di lesioni aggravate, resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi improprie e getto pericoloso di cose. Un anno fa avevano partacipato alla manifestazione di protesta dei lavoratori della logistica davanti alla sede della multinazionale a Casalecchio di Reno. Crash: "Provocazione nella giornata di boicottaggio alla Granarolo".

Per 9 attivisti di Crash e Cua che avevano partecipato alla manifestazione dei lavoratori della logistica davanti alla sede Ikea di Casalecchio di Reno sono arrivati gli avvisi di fine indagine. Sono accusati, a vario titolo, di lesioni aggravate, resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi improprie e getto pericoloso di cose. Secondo l'accusa gli attivisti sono responsabili del "medesimo disegno criminoso" e usarono violenza contro le forze dell'ordine.

Dopo le dure mobilitazioni di Piacenza, il 18 dicembre 2012 i lavoratori della logistica decisero di protestare contro lo sfruttamento lavorativo anche davanti all'Ikea di Casalecchio di Reno. L'intenzione era quella di bloccare l'entrata del centro commerciale, ma la presenza della polizia in tenuta anti-sommossa aveva fatto salire la tensione, fino a giungere a scontri, in particolare sei cariche della polizia, durante le quali una poliziotta aveva ricevuto una cinghiata.

A stretto giro arriva anche la risposta di Crash. "Proprio oggi è la giornata di boicottaggio contro la Granarolo - racconta ai nostri microfoni Fulvio - Ci sembra quantomeno una provocazione che la notizia sia uscita".
"Diciamo che la Procura partecipa a modo suo alla giornata con questa iniziativa", ironizza l'attivista, che si fa invece serio quando sostiene che è giusto anche incorrere nella repressione per difendere i diritti di lavoratori che vengono ridotti in schiavitù. Crash, dunque, non ha alcuna intenzione di fermarsi, ma proseguirà nella lotta. "All'inizio eravamo una decina, ora alle manifestazioni siamo centinaia".


Ascolta l'intervista a Fulvio

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