Studenti, precari e lavoratori del pubblico impiego e dei trasporti si sono ritrovati oggi nelle principali piazze italiane, per dare vita allo “sciopero sociale”, un’astensione dal lavoro trasversale contro Jobs Act, austerità e precariato diffuso. A Bologna, in centinaia hanno partecipato al corteo principale partito da Piazza Re Enzo. 

Era una scommessa, e a giudicare dalle varie anime riunite sotto le insegne dello “sciopero sociale” sembra sia stata vinta. L’astensione dal lavoro, che durerà per 24 ore, è stata indetta dai sindacati di base, con modalità che sembrano volere unire le diverse istanze in un’unica piattaforma che rifiuta il Jobs Act, rifiuta il “lavoro gratuito” (un ossimoro drammatico e sempre più frequente), e chiede un reddito sociale garantito.

Le mobilitazioni si stanno svolgendo in 25 città italiane, con un’organizzazione che, attraverso una pluralità di cortei ogni città, ricorda come le lotte, in tempi di crisi, siano comuni. Buona la partecipazione nelle principali città, dove i cortei sono andati ingrossandosi dopo la partenza, quasi contemporanea in tutte le città, fissata intorno alle 10.00 di stamane.

A Bologna sono tre le mobilitazioni in programma. Una degli studenti medi, ricollegabile al CAS, una animata dal CUA (che, però, ha promesso azioni itineranti) e l’ultima, la principale, partita da Piazza Re Enzo, dietro le bandiere di Link, Cobas e Usb, poco dopo le 10.00. Quest’ultima, molto colorata e popolata anche dagli studenti medi, in testa al corteo, ha visto la partecipazione di alcune centinaia di persone, riunite sotto il grande striscione “14 novembre 2014 -sciopero sociale“. Lo sciopero sociale non terminerà come d’abitudine intorno all’ora di pranzo, ma vedrà nel tardo pomeriggio, alle 18.00 in piazza Re Enzo per la precisione, un rilancio della mobilitazione che permetterà, a quanti non hanno potuto astenersi dal lavoro (spesso perchè non godono di questo diritto), di unirsi a questa giornata di “riappropriazione dei diritti”.