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Sciopero contro i test Invalsi

Oggi cominciano i test nelle scuole elementari e nei prossimi giorni negli altri istituti. In contemporanea la protesta.


di redazione
Categorie: Movimento, Società
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USB e Cobas danno vita negli stessi giorni che si svolgeranno a uno sciopero contro i Test Invalsi, sistema di valutazione degli studenti, dei loro docenti e delle scuole. I sindacati di base contestano le modalità e le conseguenze sul sistema scolastico e didattico.

Oggi alle elementari, il 14 alle medie e il 16 alle superiori in tutte le strutture scolastiche del nostro Paese cominceranno a essere effettuati i Test Invasi, ovvero dei questionari, sottoposti ai ragazzi e alle ragazze, che prevedono una serie di quiz per poter poi valutare la qualità della scuola in cui vengono eseguiti.

Da tempo i sindacati di base si oppongono a queste metodologie di valutazione e al modo in cui vengono proposti nelle varie classi. Migliaia tra docenti e Ata hanno firmato l’appello lanciato da Cobas, oggi impegnati nel primo giorno di sciopero. "I quiz standardizzati avviliscono il ruolo dei docenti e della didattica, abbassando gravemente la qualità della scuola, annullano le soggettività coinvolte nell’atto pedagogico” si legge nell'appello lanciato da Cobas e Usb, firmato anche da professori universitari come Luciano Canfora e Giorgio Israel, consulente del ministero fino a pochi anni fa.

Lo sciopero dei sindacati di base è convocato nei tre giorni di test, in cui verrà sospesa l'attività didattica per poter eseguire i test. "Lo contestiamo anche nella modalità di somministrazione. L'attività didattica viene sospesa, arriva un somministratore esterno, uno sconosciuto che porta i test, i ragazzi vengono isolati per rispondere in un tempo determinato ai quesiti, in una logica da concorso pubblico, in barba a qualsiasi metodologia didattica - ci spiega Alessandro Palmi dei Cobas ai nostri microfoni - inoltre hanno una ricaduta enorme sul fronte dell'integrazione: i ragazzi diversamente abili o con difficoltà nell'apprendimento vengono allontanati dalla classe e totalmente emarginati al momento del test".

L'opposizione dei sindacati di base riguarda anche le conseguenze che questo metodo di valutazione della qualità ha all'interno dell'interno sistema scolastico: "Sono pericoli perché muovono la scuola in direzione aziendalistica, con un finto ragionamento sulla qualità e la meritocrazia - continua Palmi - Negli Stati Uniti e in Inghilterra, dove già sono stati applicati, hanno registrato un sdrastico calo della qualità della gestione del loro sistema e quindi si è sviluppata un'opposizione forte perché si mettono in gerarchia studenti, docenti e scuole".

Lavoratori e lavoratrici si sono ritrovati oggi in diverse città. L’appuntamento più corposo sotto il Ministero dell’Istruzione a Roma. A Bologna i sindacati di base Usb e Cobas hanno convocato un'assemblea pubblica per parlare della questione alle 15 presso Vag61, in via Paolo Fabbri 110.


Ascolta l'intervista ad Alessandro Palmi dei Cobas

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