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Scandalo Prism, Giannuli: "Anche in Italia siamo spiati"

L'esperto di servizi segreti commenta lo scandalo americano.


di redazione
Categorie: Giustizia
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L'esperto di servizi segreti Aldo Giannuli commenta lo scandalo americano: "Abbiamo scoperto l'acqua calda". E afferma che anche in Italia gli 007 spiano telefonate e corrispondenza telematica.

Qualche anno fa il film “Nemico Pubblico” con Will Smith e Gene Hackman mostrava al mondo le potenzialità dei servizi segreti ai tempi di internet e al contempo ne evidenziava le minacce per la democrazia e le libertà personali. Ma quel film era una costruzione cinematografica o vi erano rappresentati verosimili? Questa è la domanda che ci poniamo, dopo aver appreso dai giornali delle intercettazioni di massa che i servizi segreti americani (la stessa Nsa di cui parla il film) hanno effettuato grazie a degli accordi con le società di comunicazione.

Ne abbiamo parlato con Aldo Giannuli, ricercatore di Storia Contemporanea presso l’Università di Milano, collaboratore della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle Stragi ed esperto di servizi segreti (ha pubblicato due libri sull’argomento “Come funzionano i servizi segreti” e “Come i servizi segreti usano i media”).

Secondo Giannuli tutto questo è la scoperta dell’acqua calda, poiché già in passato erano emerse collaborazioni tra i servizi segreti e private al fine di raccogliere informazioni riservate. Inoltre le capacità delle moderne tecnologie di ottenere informazioni, trattarle e conservale in maniera automatica e veloce aprono enormi possibilità per i servizi segreti. La collaborazione tra grandi imprese della comunicazione e servizi segreti diviene perciò quasi obbligata. E difficilmente la legge può essere uno scudo contro l’abuso di questi strumenti. I servizi segreti infatti nascono per compiere azioni illegali, come nota Giannuli.

Inoltre le leggi del nostro paese non possono niente contro le azioni compiute dai servizi di altri paesi. E senza dubbio, i servizi segreti italiani, come i servizi degli altri paesi, effettuano ascolti di massa delle comunicazioni, senza autorizzazioni da parte della magistratura e verso cittadini che non portano alcuna colpa e che non sono sospettati di alcunchè.

Lorenzo Battisti


Ascolta l'intervista ad Aldo Giannuli

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