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Sblocca Futuro, Legambiente sfida Renzi

In un dossier le 101 opere pubbliche incomplete.


di Francesco Ditaranto
Categorie: Ambiente, Lavoro
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Legambiente presenta il dossier Sblocca Futuro, una raccolta, ragionata delle 101 opere pubbliche incomplete del nostro paese. Perchè tra linee ferroviarie abbandonate e territori deturpati, rimettere in sesto questo paese, costituirebbe davvero una grande opera.

Quando si parla di grandi opere, la tecnica oratoria dei teorici del neofuturismo e della velocità a tutti i costi è sempre lo stessa. Ogni dubbio circa l'utilità reale e la convenienza ora del Tav ora del Ponte di Messina, viene bollato come il frutto di un'ideologia dell'immobilismo conservativo, che sa dire soltanto No.

Il dossier di Legambiente Sblocca Futuro, chiaro riferimento al provvedimento Sblocca Italia promesso da Renzi per luglio, costringe a guardare le cose da un altro punto di vista. In un'analisi serrata e senza sconti l'associazione ambientalista presenta le 101 vergogne d'Italia, quelle opere pubbliche cominciate e mai finite che ornano il nostro paese di scheletri e cartelli ingialliti di lavori che erano in corso. Si va dalle ferrovie, con ampie porzioni del nostro territorio che devono fare i conti con il binario unico, sino alla messa in sicurezza dei territori antropizzati, e qui i lavori mai completati sul fiume Secchia, dalla nostra prospettiva, balzano subito all'occhio.

Sulla scorta di un vecchio spot di Trenitalia, dove un'allegra famiglia viaggiava in treno alla volta della casa dell'anziano nonno, che però abitava a Matera dove la ferrovia non arriva (e di conseguenza i treni), la domanda che i teorici della velocità dovrebbero porsi è "Perchè?".

Viviamo in un territorio estremamente frammentato, dalla morfologia difficile ed esposto a terremoti e calamità, le cui conseguenze sono più il frutto perverso dell'opera umana, che gli effetti lineari delle calamità stesse. Viene da dire che una grande opera, la più urgente, per "mettere il nostro paese al passo con i partner europei" (questa espressione sta bene con tutto) sarebbe il completamento delle opere sospese e la manutenzione del territorio.

Nasce da qui la sfida di Legambiente che, per bocca di Paolo Cogliati Dezza, il suo presidente nazionale, usa un esempio per tutti, quello della ricostruzione de L'Aquila, dove molti progetti già approvati, per circa un miliardo di euro, sono bloccati dai vincoli del patto di stabilità. Lo Sblocca Italia, però, non dovrà essere una sorta di repulisti di ogni procedura, perchè, sottolinea l'associazione, spesso il controllo delle procedure e dei permessi ha salvato il nostro territorio dagli sciacalli con la cazzuola facile."Si deve prendere una decisione politica che dia un indirizzo per il nostro paese spiega Cogliati Dezza- ma il decreto Sblocca Italia non sia un tana libera tutti."

Esiste infine un dato, che Cogliati Dezza ci tiene a sottolineare, soprattutto in un momento nel quale l'occupazione è ai minimi termini. Se una grande opera produce un posto di lavoro, una serie di piccole opere, ne produce tra le 10 e le 15 volte di più.

Siamo sicuri che non sia questa la grande opera della quale abbiamo bisogno? Il governo batta un colpo.


Ascolta l'intervista a Vittorio Cogliati Dezza

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