Radio Città Fujiko»Notizie

Risorse scuola, tra il dire e il fare c'è di mezzo Renzi

La verifica di Articolo 33 sugli annunci fatti dal premier e le misure nella legge di Stabilità.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione
Scuola.jpg
L'infografica del comitato

Il premier Matteo Renzi aveva promesso di investire sulla scuola attraverso una riforma ambiziosa, ma alla prova dei fatti questo governo si appresta a tagliare risorse, proprio come i predecessori. 600 i milioni di euro in meno per l'Istruzione. Giovanni Cocchi, tra gli estensori della Lip, la legge per una buona scuola della Repubblica, analizza punto su punto le promesse disattese del premier.

Matteo Renzi è malato. Il morbo dell'annuncite, dalla quale dichiarava di essere immune, lo ha colpito nel profondo e sembra proprio diventata una malattia cronica.
A certificare lo stato di salute cagionevole del premier è stato il Comitato Nazionale a sostegno della Lip, la proposta di legge di iniziativa popolare per una buona scuola della Repubblica.
Giovanni Cocchi, esponente del comitato, ha messo nero su bianco gli annunci di Renzi in occasione della presentazione de #labuonascuola, confrontandoli, invece, con le misure sulla scuola contenute nella - a questo punto - prima bozza della Legge di Stabilità.

Il dato che salta subito all'occhio è quello generale: 500 milioni di entrate per la scuola a fronte di 600 euro di tagli. Il risultato, quindi, è che semplicemente nello stesso anno in cui è stata annunciata la riforma, ben 100 milioni vengono sottratti all'istruzione. Nonostante Renzi avesse affermato che sulla scuola si sarebbe tornati ad investire e, nel solo 2015, sarebbero stati destinati 1 miliardo di euro (pagina 33 de "La Buona Scuola").
"In realtà - spiega Cocchi - di quel miliardo, solo 500 milioni vengono destinati alla scuola, mentre i restanti vengono attinti alle risorse della scuola stessa".

Ed è così che, dunque, alla promessa di stabilizzazione del Mof, i fondi per l'offerta formativa degli istituti, fa seguito un taglio di 30 milioni; alla promessa di "superare il meccanismo atroce della supplentite" fa seguito l'abolizione delle supplenze di un giorno per i docenti e di 7 giorni per i collaboratori scolastici, legalizzando la distribuzione degli alunni nelle altre classi (pratica oggetto anche di condanne della magistratura per il mancato rispetto delle norme di sicurezza); alla promessa di mettere in campo "un grande progetto per l'educazione motoria e lo sport" fa seguito la riduzione degli esoneri dei coordinatori dei progetti di avviamento all'attività sportiva.

Non solo: c'è il taglio di 2020 unità del personale ausiliario, tecnico e amministrativo (pari a 50,7 milioni), la questione dell'esame di maturità con commissioni interne (taglio di 140 milioni), il taglio persino al personale presso enti e istituzioni di ricerca educativo-didattica e di prevenzione del disagio e del reinserimento di tossicodipendenti.
"Ci aspettiamo anche altri tagli - conclude Cocchi - sicuramente al personale e probabilmente alla durata dei cicli scolastici. È incredibile, però, che quasi tutti i mezzi di comunicazione non abbiano mai messo in discussione le parole di Renzi attraverso una semplice verifica".


Ascolta l'intervista a Giovanni Cocchi

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]