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Rifugiati, l'inutile referendum ungherese nell'ipocrita Europa

La consultazione dell'Ungheria è solo una simbolica prova di forza.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Il muro di filo spinato alla frontiera ungherese

Con un testo pilotatissimo, il referendum voluto dal premier ungherese Orban contro le quote di rifugiati da accogliere secondo i patti comunitari è solo una farsa nell'Europa che ha già scelto un'altra strada: quella dell'accordo con la Turchia e con altri Stati per bloccare i flussi migratori.

"Volete che l'Unione europea, anche senza consultare il Parlamento ungherese, prescriva l'immigrazione in Ungheria di persone che non sono cittadini ungheresi?". È questo il pilotatissimo testo del quesito referendario che i cittadini ungheresi sono stati chiamati a votare oggi, domenica 2 ottobre. Al centro, la questione delle quote di ripartizione di rifugiati tra i Paesi membri dell'Ue che, dopo la costruzione del muro per impedire l'afflusso di profughi dalla rotta balcanica, rappresenta un altro rifiuto all'accoglienza nelle politiche del governo nazionalista ungherese.

L'esito del referendum, però, è del tutto irrilevante. Il premier ungherese Viktor Orban, davanti alla prospettiva che la consultazione non raggiungesse il quorum, ha affermato che terrà conto del risultato in caso di vittoria del “No”. L'ipotesi che vinca il “Sì”, anche a causa del quesito e della campagna che lo ha accompagnato, non viene presa nemmeno in considerazione.
Poco importa, inoltre, se il numero di rifugiati che il Paese dovrebbe accogliere è di circa 1300 persone a fronte di una popolazione di 10 milioni di abitanti.

Anche se il referendum ungherese è completamente inutile, perché sono già chiari gli orientamenti e i provvedimenti che verranno presi, la notizia fa scalpore solo ed esclusivamente perché il governo ungherese è la rappresentazione a suo modo folclorica di un nazionalismo di stampo fascista che cresce e si alimenta nel Vecchio Continente.
La realtà è che l'intera Unione Europea ha già imboccato una strada diametralmente opposta a quella dell'accoglienza. “C'è una responsabilità diretta dell'Europa – ha affermato Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere Italia al Festival di Internazionale – nel fabbricare la stessa crisi dei migranti. Quella che viene venduta come un'emergenza, in realtà, non ne ha i numeri: 130mila le persone sbarcate quest'anno, a fronte di un continente di 500 milioni di persone e a fronte di Paesi come il Libano o la Giordania che accolgono, da soli, centinaia di migliaia di rifugiati”.

Per il presidente di Msf Italia, inoltre, il modello che l'Europa sembra aver scelto, oltre a tollerare le violenze che si compiono sul suo suolo dopo la chiusura della route balcanica, è quello dell'accordo con la Turchia al fine di bloccare i flussi migratori verso l'Europa. Ciò riproduce effetti a catena che non fanno altro che aggravare la situazione di persone che scappano da guerra e miseria.
“Sulla stessa scia dell'accordo turco-europeo – spiega De Filippi – l'Ue ha fatto o sta per fare accordi analoghi con altri 16 Paesi dell'Africa e del Medioriente”. In particolare, l'Europa utilizza i fondi per gli aiuti umanitari persuadendo o vincolando i Paesi che li ricevono a bloccare anche i flussi migratori. Questo, ad esempio, accade già in Sudan, dove la gestione dei flussi è affidata alle feroci milizie janjaweed, una delle ragioni per cui le persone fuggono da quel Paese.

In altre parole: l'Europa ha scelto di affrontare il problema attraverso una rimozione del problema, facendo accordi affinché il fenomeno migratorio venga contenuto fuori dalle frontiere europee.
La crescita di movimenti xenofobi o populisti, in realtà, potrebbe essere una conseguenza e non una causa delle politiche europee nella gestione dei rifugiati. L'incertezza, l'incapacità di attivare meccanismi solidaristici e di ripartizione, la mancanza di prontezza ad affrontare un fenomeno che è assolutamente alla portata dei ricchi Stati europei, presta il fianco ai nazionalismi e all'avanzata della destra, che cavalca la paura delle persone verso il diverso e verso chi, con la sua stessa esistenza, rappresenta un pericolo per i propri privilegi. 


Ascolta le parole di Loris De Filippi
Tags: Migranti, Europa

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