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Rifugiati, il record storico e il diritto alla fuga

I dati nella Giornata Mondiale del Rifugiato che cade oggi, 20 giugno.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Nella Giornata Mondiale del Rifugiato, l'Unhcr diffonde i dati del 2015 sulle persone che fuggono da guerre e violenze. L'anno scorso si è registrato un record di rifugiati, profughi e sfollati interni: 65,3 milioni di persone nel mondo, quasi il 10% in più dell'anno precedente. L'Europa, però, non apre all'accoglienza e il "partner" turco uccide 8 profughi siriani, tra cui 4 bambini.

Il 20 giugno è la Giornata Mondiale del Rifugiato, nata per commemorare l'approvazione nel 1951 della Convenzione sui profughi da parte dell'Assemblea generale dell'Onu.
Una ricorrenza che, nel 2016, assume una rilevanza particolare, visto che la fuga da guerre e persecuzioni e i flussi migratori che essa genera continuano ad essere temi caldi soprattutto in Europa.
Oggi l'Unhcr, l'Agenzia Onu per i Rifugiati, ha diffuso i dati relativi al 2015, che hanno segnato un triste record.

In tutto il mondo sono almeno 65,3 milioni le persone in fuga da guerra e violenze, in aumento del 9,7% rispetto al 2014. Più della metà delle persone che fuggono viene da tre paesi: Siria, Afghanistan e Somalia.
Nello specifico, 3,2 milioni di persone sono in attesa di asilo nei Paesi industrializzati, mentre i rifugiati sono 21,3 milioni e le persone sfollate internamente nel proprio Paese sono 40,8 milioni.
Detta in altre parole, oggi nel mondo 1 persona su 113 è un richiedente asilo, sfollato o rifugiato.

Oggi in Lussemburgo i ministri degli Esteri dell’Unione europea approveranno l’ampliamento dell’operazione Sophia, il dispositivo navale europeo nel mar Mediterraneo per la lotta al traffico di esseri umani. Proprio nel Mediterraneo, sempre secondo l'Onu, dal 2014 ad oggi sono morti 10mila migranti.
Ciò non sembra bastare al Vecchio Continente per cambiare le politiche messe in campo in questi mesi. La chiusura delle frontiere, il boicottaggio del sistema dei ricollocamenti e l'oneroso scaricabarile attraverso l'accordo con la Turchia per la deportazione dei migranti sembrano non essere messi in discussione.
 
E proprio il partner mediorentale dell'Europa sta continuando a mostrare il vero volto della gestione dei profughi. Le guardie di frontiera turche hanno sparato contro un gruppo di profughi siriani, uccidendo otto persone, tra cui quattro bambini.
L'episodio si aggiunge a quanto già denunciato da realtà come Amnesty International , che sottolineano un sistema di accoglienza completamente inefficiente.
L'accordo tra Ue e Turchia, inoltre, nei giorni scorsi ha spinto un'altra organizzazione umanitaria, Medici Senza Frontiere, a rifiutare i contributi economici dei Paesi membri dell'Ue .

I numeri e i fatti di quanto sta accadendo nel mondo dovrebbero riportare prepotentemente al centro del dibattito pubblico il tema del diritto alla fuga, che sembra negato a tutte quelle persone che non fanno parte della civiltà occidentale.
La titubanza, le ambiguità, le follie delle politiche europee verso i migranti, il cedimento verso gli approcci tipici delle destre, non fanno altro che riabilitare la xenofobia e avvicinare sempre più pericolosamente il sentimento popolare a pagine tetre della storia recente che si credevano superate.

Tags: Migranti, Europa

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