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Riforma scuola: precari a rischio, privati al sicuro

Mentre rischiano di slittare le assunzioni di settembre, si parla di sgravi per le scuole paritarie.


di Andrea Perolino
Categorie: Istruzione, Politica
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Approda oggi in Consiglio dei Ministri la riforma della scuola di Renzi. Il premier ha deciso di procedere con un ddl e non più con la via del decreto, una scelta che potrebbe avere pesanti ripercussioni sul piano di assunzioni previsto per settembre. Ma a far discutere è soprattutto il passaggio che prevede una detrazione fiscale per le famiglie che iscrivono i propri figli alle paritarie.

La decisione di Renzi di "cambiare verso" riguardo l'uso - e soprattutto l'abuso - dello strumento legislativo del decreto d'urgenza non poteva capitare in contesto più inappropriato. Nella serata di ieri il premier ha deciso infatti di rinunciare al decreto legge sulla "Buona scuola", preferendo la via del disegno di legge con cui chiederà al Parlamento tempi certi per l'approvazione. Una scelta che avrebbe colto di sorpresa la stessa ministra Stefania Giannini, e che mette in discussione i tempi per la stabilizzazione dei 120 mila docenti precari prevista per settembre. Quel piano di assunzioni al centro della riforma annunciata da mesi da Renzi e sulla quale pesa anche la procedura d'infrazione dell'Europa.

Il disegno di legge non pare essere la via più opportuna per chi da anni aspetta un posto stabile. "L'assunzione dei precari è una necessità urgente - dice Giovanni Cocchi del Coordinamento nazionale a sostegno della Legge per una Buona scuola per la Repubblica - questa decisione dimostra il modo raffazzonato di procedere di questo governo. Viene venduta come una concessione alla democrazia, in realtà è frutto del fatto che non ci sono le coperture economiche e che ci sono problemi a capire chi deve essere assunto o meno".

Ma nelle ultime ore si è aggiunto un ulteriore capitolo alla bozza di riforma sulla scuola. Se il piano del governo di far entrare i finanziamenti privati nella scuola pubblica aveva già sollevato numerose perplessità e critiche, l'ultima novità sarebbe quella di concedere detrazioni fiscali - si parla di un massimo di quattromila euro per alunno - per le famiglie che decidono di iscrivere i propri figli a una scuola privata. Una defiscalizzazione, di fatto, in favore delle scuole non statali. Resta da capire quali sono i criteri che il governo intende applicare, oltre al nodo della copertura finanziaria. Di certo, l'art. 33 della Costituzione ("senza oneri per lo Stato") sarebbe molto lontano dall'essere rispettato.

"Le scuole private prendono già tanti soldi da Stato, Regioni e Comuni - sottolinea Cocchi - Sarebbe una cosa improponibile, soprattutto se si trattasse di soldi aggiuntivi oltre a tutti gli altri contributi che già esistono. Sono già aumentati i fondi alle private quest'anno, è un ulteriore modo per favorire il privato quando nella scuola pubblica manca anche la carta igienica".


Ascolta l'intervista a Giovanni Cocchi

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