Radio Città Fujiko»Notizie

Riforma cooperazione, Zanotelli a gamba tesa: "Solo business"

Il direttore di Nigrizia e missionario Padre Alex Zanotelli contesta la riforma sulla cooperazione allo sviluppo.


di Alessandro Canella
Categorie: Esteri
zanotelli-03.jpg

"Affari e business". Con questi due concetti-chiave, Padre Alex Zanotelli, missionario e direttore di Nigrizia, stronca la riforma sulla cooperazione allo sviluppo, in via di approvazione in Parlamento, che al posto del volontariato mette al centro l'impresa. "Renzi va in Africa a promuovere il business di Eni".

Non usa mezze parole Padre Alex Zanotelli, missionario in Kenya per molti anni e direttore della rivista "Nigrizia". Nel descrivere la legge "Disciplina generale sulla cooperazione per lo sviluppo", approvata alla Camera lo scorso 17 luglio e in attesa della terza e definitiva lettura, usa parole come "business" e "affari".
In un editoriale comparso sulla rivista e intitolato "Operazione affari" e ai nostri microfoni, Zanotelli lancia un appello per chiedere che quella legge venga ritirata e cambiata e che venga dato spazio alle tante realtà di base, botteghe del mondo ed associazioni, che dal basso contribuiscono allo sviluppo di comunità locali nel sud del mondo.

Secondo il missionario, la legge precedente, la 49 del 1987, aveva come soggetto principale il volontariato, mentre nella nuova legge al centro c'è l'impresa e "non fa altro che arricchire le élites del sud del mondo".
"Questa legge fotografa bene l’ideologia portante del governo Renzi che va in Africa a promuovere il business di Eni", scrive Zanotelli nel suo editoriale, nel quale elenca anche il disimpegno del governo italiano sul tema della cooperazione: solo lo 0,1% del Pil, una cifra ridicola, persino più bassa dello 0,7% promesso. "Uno schiaffo sia alla dignità del popolo italiano che alla dignità dei tre miliardi di impoveriti nel mondo".

Non solo: Zanotelli non risparmia critiche nemmeno alla gestione del tema avvenuta in passato, dagli anni '80 ad oggi. "Dal disastro della cooperazione socialista di Craxi in Somalia (fornivamo cibo ed armi per seppellire i nostri rifiuti tossici in quel paese), a quella democristiana di Andreotti in Etiopia (la politica delle dighe con le conseguenti deportazioni di intere popolazioni). Dalla legge 73 del 1985 che stanziava 1.900 miliardi di lire per la lotta alla fame nel mondo (servita a sfamare i partiti italiani!), alla malacooperazione del ministero degli Esteri, con quell’incredibile intreccio tra affari e politica, che porterà poi a Tangentopoli. E poi con l’arrivo del berlusconismo, la Cooperazione è stata trasformata in un cinico business, che perdura tuttora, gestita dal ministero degli Affari Esteri.


Ascolta l'intervista ad Alex Zanotelli

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]