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Richiedenti asilo, le prassi illegittime della Questura di Bologna

Gli ostacoli illegittimi della Questura di Bologna ai richiedenti asilo.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Il documento della Questura di Bologna

Nonostante la denuncia di Ya Basta e l'interrogazione di Giovanni Paglia nel 2016, la Questura di Bologna continua le prassi illegittime verso i richiedenti asilo. Più documentazione rispetto a quella sancita per legge e tempi di attesa per la presentazione della domanda d'asilo o il rilascio del permesso di soggiorno. Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione chiede di interrompere le prassi illegittime.

Non è servita la denuncia di un'associazione come Ya Basta, ma nemmeno l'interrogazione parlamentare dell'ex-deputato Giovanni Paglia , che nel maggio 2016 aveva chiesto conto al Ministro degli Interni di quello che accade a Bologna.
La Questura della nostra città, infatti, continua imperterrita le proprie prassi illegittime nei confronti dei richiedenti asilo, in particolare verso coloro che seguono l'iter per il riconoscimento della protezione internazionale fuori dalle strutture di accoglienza.

In particolare sono due le prassi illegittime, ai sensi della legge, adottate dalla Questura. Da un lato la richiesta di documentazione non prevista sulla residenza, come il consenso del proprietario dell'immobile o il contratto di locazione, senza la presentazione della quale viene indebitamente bloccato l'iter del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno. Eppure, secondo la normativa è sufficiente che il richiedente asilo indichi semplicemente un domicilio, necessario per la notifica degli esiti della procedura.

Dall'altro lato, i tempi di attesa per l’ottenimento di un appuntamento per la presentazione della domanda di asilo o per il rinnovo del permesso di soggiorno per richiesta asilo. La Questura bolognese, infatti, fissa appuntamenti a distanza di diversi mesi dalla richiesta, senza rilasciare alcun attestato ai richiedenti. Ciò, oltre ad allungare i tempi già lunghi della procedura di asilo, mette i richiedenti in una posizione di irregolarità sul territorio, rendendoli suscettibili anche di eventuale provvedimento di espulsione, in assenza di qualsiasi attestazione che indichi la loro qualità di richiedenti asilo.

Ieri su queste questioni è tornata ad intervenire Ya Basta, che ha nuovamente denunciato le pratiche illegittime. A prendere parola, però, è stata anche l'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (Asgi), che con una lettera formale ha chiesto alla Questura di interrompere le pratiche illegittime.
Sulla seconda questione, l'Asgi chiede che venga rilasciato un certificato e che vengano rispettati i tempi previsti dalla legge. "Non facendolo si privano i richiedenti asilo di tutti i diritti sociali, ma anche della possibilità di trovare un lavoro", osserva ai nostri microfoni l'avvocata Nazzarena Zorzella.

Probabilmente buona parte dei problemi dipende dalla carenza di personale negli uffici della Questura ma, sottolinea Zorzella, il Ministero deve provvedere e risolvere il problema una volta per tutti, perché in ballo ci sono i diritti delle persone che fanno richiesta d'asilo.
"Inoltre basterebbe attenersi alla legge - sottolinea l'esponente di Asgi - perché in presenza di richieste di documentazioni illegittime, come quelle sulla casa, ai richiedenti asilo non resta che rivolgersi ad un avvocato, aumentando da un lato l'accesso agli uffici della Questura e comportando un aggravio giudiziale con eventuali ricorsi".

ASCOLTA L'INTERVISTA A NAZZARENA ZORZELLA:

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