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Parità di genere, dalla Regione una legge quadro

Il testo prevede misure di promozione e tutela della parità di genere.


di redazione
Categorie: Politica, Società
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È stato presentato oggi il testo della legge quadro sulla parità di genere studiato dalla Commisione Parità della Regione. Il testo, che contiene misure per la tutela e la promozione del ruolo della donna in diversi settori (rappresentanza, lavoro, medicina), dovebbe arrivare in fase deliberativa a luglio.

Dalla Regione sono in arrivo nuove misure per la tutela e promozione delle donne. Rappresentanza, rispetto delle differenze e cittadinanza di genere, salute e benessere femminile, prevenzione e contrasto alla violenza di genere, lavoro e occupazione femminile, cooperazione internazionale, questi sono i macro ambiti all'interno di cui vuole operare l'iniziativa legislativa regionale. "Siamo molto orgogliosi di questo progetto rivoluzionario - dichiara Roberta Mori, Presidente della Commissione Parità - dal momento che al suo interno sono contenute delle misure concrete di intervento e che la sua preparazione ha coinvolto tutte le forze politiche, davvero un progetto bipartisan".
 
I rappresentanti della Commissione respingono le accuse di "legge Bandiera" rivendicando il contenuto della proposta legislativa sorretta da tre elementi principali. Il primo, quello relativo alla rappresentanza, vede la discussione di un disegno di legge che possa realizzare una democrazia paritaria a partire dalle prossime elezioni regionali, la creazione di una sezione di genere nell'albo regionale delle nomine e l'introduzione di criteri di valutazione nella predisposizione di bandi e selezioni.  

Una parte consistente è riservata al tema della violenza di genere, che verrà contrastata sia attraverso la cultura e la formazione, sia con il rafforzamento degli strumenti di tutela e protezione, come il codice di prevenzione che accomunerà tutte le strutture di soccorso all'interno di una procedura comune volta a garantire la riservatezza e la protezione delle vittime di violenza domestica. Infine il progetto approfondisce anche l'emancipazione femminile come una declinazione dello sviluppo economico. "La disuguaglianza di genere pesa sulla crisi - dichiara Palma Costi, presidente dell'Assemblea legislativa regionale - per questo motivo abbiamo deciso di inserire la 'Gender Equality and Diversity label' (GED), un'etichetta che punti ad incentivare i comportamenti virtuosi e non discriminatori all'interno delle aziende".
 
A monitorare sull'implementazione delle buone pratiche delineate all'interno del progetto saranno diversi organismi tra cui l'Osservatorio regionale di monitoraggio permanente sulla violenza di genere, i Comitati unici di garanzia (CUG), che si disporranno su tutto il territorio regionale e la Conferenza delle Elette, che riunirà tutte le donne con una carica elettiva in Emilia-Romagna. Dopo la fase consultiva attraverso le varie Commissioni regionali, dove potrà essere emendato, il disegno di legge quadro dovrà aspettare il mese di luglio, quando arriverà in assemblea per la votazione finale.
 
Michela Sartini


Ascolta l'intervista a Roberta Mori

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