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Regione, Defranceschi: "Megafoni e pranzi, nulla di nuovo"

L'indagine sui rimborsi ai gruppi consigliari della Regione Emilia Romagna.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Secondo il consigliere regionale Andrea Defranceschi, non rappresentano una novità le notizie uscite sulle spese per megafoni, sedie, pranzi ai dipendenti e pc che il M5S si è fatto rimborsare: "Sono sul nostro sito dal 2011". "La trasparenza induce i consiglieri a pensare bene se usare la carta di credito del gruppo".

L'indagine sui rimborsi per i gruppi consigliari della Regione Emilia Romagna non spaventa il M5S che, nonostante le notizie pubblicate da alcune testate anche sulle spese dei grillini, difende il lavoro che la stampa sta svolgendo in questi giorni: "È giusto che la stampa faccia inchieste e pubblichi le notizie che riesce a recuperare come può, non essendoci uno strumento di trasparenza", afferma Andrea Defranceschi, questa mattina in diretta dai nostri microfoni.

Defranceschi entra poi nel merito delle voci "contestate" al M5S e spiega perché, a parer suo, rientrano nelle spese istituzionali legittime.
Anzitutto i pranzi pagati dal gruppo ai dipendenti: "I pasti per i dipendenti rientrano nel budjet per il funzionamento del gruppo - afferma il consigliere - Non penso di aver utilizzato in modo errato queste risorse, anzi sono orgoglioso di aver dato questo piccolo benefit a dipendenti che hanno uno stipendio molto basso e che spesso si trattengono oltre l'orario di ufficio".
Defranceschi rivela poi che si tratta di 21/22 euro al giorno per pranzare alla mensa della Regione o in altri luoghi economici. "Il posto più esotico in cui siamo andati è la bocciofila dietro la sede Rai", ironizza il grillino.

Quanto ai 30 megafoni messi a rimborso, così come pubblicato oggi da Repubblica, Defranceschi spiega: "Non è nulla di nuovo, quella voce è sul nostro sito dal 2011 e la stessa Repubblica aveva già pubblicato la notizia". Per il consigliere regionale si tratta di un kit acquistato per fare attività sul territorio, in particolare per la raccolta di firme per un referendum contro la chiusura dell'ospedale Sant'Anna di Ferrara. Attività, insomma, che rientrerebbe nelle spese per l'attività politica.

Allargando il discorso da ciò che è consentito a ciò che è opportuno ed etico, secondo Defranceschi la strumento più efficace è la trasparenza, anche in termini di autocontrollo. "Se un consigliere spende 200 euro per una cena e sa che deve pubblicare e giustificare la ricevuta pubblicamente, magari ci pensa bene prima di utilizzare la carta di credito del gruppo consigliare". Un tema che il M5S porta avanti da tre anni "nel silenzio" dei palazzi.


Ascolta l'intervista ad Andrea Defranceschi
Tags: Politica, Regione, M5S

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