Radio Città Fujiko»Notizie

Rai, Mazzetti: "Opportunità per riformarla"

Il dirigente Rai Loris Mazzetti prende parola sulle polemiche per i tagli alla radiotelevisione pubblica.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica, Società
loris_mazzetti.jpg

"La polemica sui 150 milioni di tagli è assurda perché lo Stato deve alla Rai un miliardo e mezzo del canone, ma per il resto è una grandissima occasione per riformare la radiotelevisione pubblica". Loris Mazzetti, dirigente Rai, interviene nella polemica sui tagli e avanza alcune idee. Intanto l'Usigrai va verso il ritiro dello sciopero dell'11 giugno dopo il parere negativo del Garante.

Continua a spirare la bufera sui 150 milioni di euro di tagli che dovrebbero colpire la Rai e che dovrebbero essere ottenuti attraverso un accorpamento delle sedi regionali.
Quest'oggi la Commissione di Garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali si è espressa, definendo illegittimo lo sciopero annunciato per il prossimo 11 giugno, ma la polemica divampa in risposta alle parole di Renzi, che aveva definito "umiliante" lo sciopero. A rispondere al premier in modo secco, quest'oggi, è stata Susanna Camusso, segretaria nazionale della Cgil.

Sulla vicenda abbiamo sentito Loris Mazzetti, dirigente Rai, già capostruttura di Rai3, storico collaboratori di Enzo Biagi e spesso voce critica nell'azienda radiotelevisiva pubblica.
"Il dibattito sui 150 milioni è assurdo, dal momento che lo Stato, dal 2005 ad oggi, deve alla Rai qualcosa come 1,5 miliardi di euro provenienti dal canone - osserva Mazzetti - Quindi basterebbe che Renzi trasferisse all'azienda solo 1,35 miliardi e avrebbe già i suoi 150 milioni".
La provocazione di Mazzetti vuole sottolineare come, a suo avviso, la questione sia esplosa ora che le casse dello Stato sono piene per il canone appena pagato dagli italiani.

Il dirigente Rai, però, guarda con ottimismo al resto della vicenda: "Penso che si tratti di una grandissima occasione, perché finalmente la Rai è diventata centrale nel dibattito politico".
Mazzetti ricorda che dall'editto bulgaro ad oggi la Rai ha subìto di tutto, in particolare l'occupazione berlusconiana. "Non è che di fronte a quest'occupazione - osserva con rammarico - i lavoratori abbiano preso una posizione netta di sciopero. Al punto che oggi lo sciopero viene vissuto dall'esterno come una protesta della corporazione che vuole difendere i propri privilegi".

Secondo Mazzetti, invece, occorre spiegare che non si tratta di una lotta corporativa e raccontare che è giunta l'occasione per tagliare gli sprechi in Rai, ma non attraverso la ricetta renziana (che prevede l'accorpamento delle sedi regionali e il taglio del personale), bensì compiendo la tanto agognata riforma della televisione italiana.
"Occorre superare il monopolio ideologico creato dalla legge Gasparri, la quale, tra l'altro, ha fissato a maggio 2016 il termine della concessione per il servizio pubblico.

A quella data, secondo il dirigente, bisogna presentarsi con una tv riformata. E Mazzetti ha anche alcune idee: "Per le sedi regionali non occorre eliminare il personale, ma creare una vera e propria tv regionale, che occupi uno dei 14 canali dell'azienda 24 ore su 24. Si potrebbero creare dei rapporti tra le sedi regionali e le Facoltà di Scienze della Comunicazione e con le tante giovani realtà di videomaker e autori, che sui territori svolgono un lavoro importantissimo. In altre parole: far diventare lo spreco una risorsa".


Ascolta l'intervista a Loris Mazzetti

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]