Radio Città Fujiko

Quando l'arte è politica, storia e cultura

Blu disegna la metafora di una Bologna in lotta.


di redazione
Categorie: Politica, Giustizia
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Foto di Michele Lapini

Parte degli spazi di Xm24 dovrebbero essere abbattuti per fare posto a una rotonda per agevolare il traffico. Così Blu disegna, su uno dei muri destinati all'abbattimento, la metafora di una Bologna in lotta. Wu Ming lo ha presentato alla cittadinanza.

“La memoria si perde, la scrittura resta”, dice un vecchio proverbio. È questo l'obiettivo del murales dipinto da Blu, in occasione della seconda edizione del festival “Bologna Brucia”. È stato Wu Ming 4 a presentare l'opera alla città ieri sera, negli spazi dell'Ex Mercato24 gremiti da circa seicento persone. L'artista è tornato a dipingere su uno dei muri che, assieme a una parte dello spazio sociale Xm24, sarà presto abbattuto dall'amministrazione comunale per agevolare il traffico cittadino. Per questa ragione lo spazio occupato da più di dieci anni ha lanciato negli scorsi mesi una campagna dal titolo I love XM24.

Violenza politica e lotta "armata" di vedure e biciclette in una rappresentazione che non ha precedenti. È Bologna a fare da protagonista a questo gigantesco murales, di almeno otto metri per otto, in cui si intrecciano memoria cittadina e letteratura, all'insegna di una continuità con una tradizione che viene continuamente richiamata. Citare per ricordare, richiamare alla memoria. È proprio il ricordo il perno attorno al quale ruota l'atto dell'operazione artistica messa in atto da Blu. Ci sono proprio tutti. In primo piano la grande allegoria del Signore degli anelli rappresentata dalle figure del sindaco nelle sembianze di Sauron che, in lotta con Uilli, combatte per conquistare l'Anello, raffigurato, in tutto il suo splendore dorato, proprio al centro dell'affresco.

Espressa con una grande varietà di invenzioni iconografiche, l'opera d'arte sembra richiamare la Guernica, mostrando, con tutto il suo spessore intellettuale, la battaglia politica che infiamma la città immaginaria di una Terra di Mezzo più reale che mai. Due fazioni, due movimenti, in contrasto. Blu apre, attraverso questo dialogo, uno spazio immaginativo, letterario e artistico del tutto nuovo in cui, sulla scia di Tolkien, buoni e cattivi si ritrovano al centro di una guerra, a cui sembrano prender parte proprio tutti.

Simboli di questa lotta rivediamo, dalla parte dei buoni, il collettivo Bartleby con i suoi “Block book”, la critical mass, Campi Aperti a lanciare con una catapulta i suoi ortaggi e immancabili sono riferimenti ai fatti del G8 di Genova. Sullo sfondo non manca il centro sociale Atlantide, minacciata, anche lei, qualche tempo fa di sfratto immediato. All'appello anche il movimento No Tav, seguito da quello No Vat. Accorrono anche personaggi propri della letteratura fantasy come Chewbecca che, all'insegna di una guerra che anche qui potrebbe definirsi “stellare”, combatte l'avversario Darth Father, riproposto da Blu sulla parte opposta del dipinto.

Quello che potrebbe definirsi un vero e proprio affresco postmoderno che possa farsi paradigma di una rivisitazione letteraria e artistica possibilmente ascrivibile a un presente cittadino più contemporaneo che mai, ritrova nel murales di Blu un canale di espressione estremamente audace e significativo. Sintomatico il richiamo ai Nabat, gruppo musicale degli anni ottanta, con una delle loro canzoni più dure, “Laida Bologna”, che sulla scia delle parole “Giunta sinistrese son la tua rovina
potere salumiere e sporca disciplina” non fa altro che sottolineare, all'interno del dipinto, le politiche fallimentari dell'amministrazione comunale in lotta contro gli spazi sociali della città di Bologna: “Da una disfatta, da una caduta, da uno sgombero, c'è sempre qualcuno che resiste” afferma il Wu Ming 4, citando lo stesso Tolkein.

Un tributo che porta con sé i segni di una storia che, nel suo piccolo potrebbe rappresentare l'Italia intera, con tutti i suoi malesseri e le sue contraddizioni. Non mancano all'appello infatti i mass media che, sul lato sinistro del dipinto, vengono rappresentati proprio dalla parte dei cattivi, a sottolineare forse il ruolo della disinformazione, ormai sempre più imperante in questi ultimi anni. Blu non dimentica, a questo proposito, neanche i banchieri, che raffigurati attraverso un'icona tanto ironica quanto innegabilmente realistica, prende il suo posto proprio in mezzo alla folla di politicanti. È un uomo con la pancia perforata, con all'interno una cassaforte, a prendere le sembianze del banchiere di turno, ancora una volta a simboleggiare il peso e l'influenza che le banche hanno avuto nella crisi attuale e contemporanea.

Non è Tolkien, non è un romanzo, né un film fantasy, ma la realtà quella magistralmente dipinta da Blu in questo affresco che, sulla scia di una lotta ancora aperta, si pone come quella che potrebbe diventare un'icona simbolica e realistica di questa Bologna con tutte le sue aspirazioni di produzione culturale, sociale e politica.

Alessandra Caputo


Ascolta l'intervista a Wu Ming 4

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