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Processo Mediaset: confermata la condanna a Berlusconi

La Cassazione ha emesso la sentenza sul processo Mediaset a carico di Silvio Berlusconi


di redazione
Categorie: Politica, Giustizia
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La Cassazione conferma la condanna a quattro anni di reclusione per Silvio Berlusconi, ma rinvia la determinazione della durata dell'interdizione. Loris Mazzetti: "Come Al Capone". Antonio Ingroia: "Il Pd rispetti i propri valori".

Dopo oltre sei ore di Camera di Consiglio, la sezione feriale della Corte di Cassazione ha confermato le condanne per frode fiscale a carico di Silvio Berlusconi e degli altri tre imputati del processo Mediaset, gli ex dirigenti di Mediaset Daniele Lorenzano e Gabriella Galetto e il produttore cinematografico Frank Agrama. Confermata anche la pena accessoria che prevede l'interdizione dai pubblici uffici, ma la Cassazione ha deciso di rinviare alla Corte d'Appello di Milano la determinazione della durata della pena. Era stato il sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonio Mura, durante la sua arringa, a chiedere direttamente ai giudici della Suprema Corte di rivedere al ribasso gli anni dell'interdizione, da cinque a tre.

La notizia ha provocato, come era immaginabile, diverse reazioni. Il Pdl si è riunito in un vertice per decidere la strategia politica da portare avanti, mentre gli avvocati di Berlusconi hanno già fatto sapere che intendono fare ricorso alla Corte Europea per i diritti umani.
Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha rilasciato una dichiarazione per chiedere il rispetto dei giudici ed ha affermato che ora il governo può procedere con la riforma della giustizia, mentre nel Pd si registra sia la dichiarazione del premier Enrico Letta, che invita ad anteporre gli interessi del Paese a quelli personali, sia la posizione del segretario pro-tempore Guglielmo Epifani, che sottolinea come la sentenza vada rispettata ed applicata.

Ai nostri microfoni è intervenuto Loris Mazzetti, dirigente Rai, che ha ricordato il parallelismo tra Silvio Berlusconi ed Al Capone. Il celebre boss mafioso, infatti, fu incriminato per frode fiscale e non per i reati mafiosi. Allo stesso modo, Silvio Berlusconi subisce ora la prima condanna definitiva proprio per lo stesso reato. "Spero che la sentenza non abbia ripercussioni sui tanti lavoratori Mediaset", auspica Mazzetti, che si dice convinto che oggi si sia chiusa un'epoca: "Berlusconi potrà fare politica nei circoli di partito e in altre occasioni, ma non può più avere un ruolo istituzionale, almeno fino a quando non avrà scontato la pena".

A spiegare meglio cosa prevede la sentenza è stato - sempre ai nostri microfoni - l'ormai ex magistrato ed ex candidato premier Antonio Ingroia. "La Cassazione ha confermato anche la condanna all'interdizione dai pubblici uffici - chiarisce Ingroia - ma ha rinviato alla Corte d'Appello di Milano la determinazione della durata". L'ex magistrato sostiene inoltre che il Tribunale di Milano può decidere di applicare la sentenza sulla carcerazione da subito, chiedendo al Senato di dare il via libera.
Ed è proprio su questo punto che la partita diventa politica e che Ingroia si rivolge al Partito Democratico: "Un partito con un'etica, dei valori e dei messaggi che porta avanti il Pd non può più governare con quelo che, per la legge italiana, da oggi è un pregiudicato".


Ascolta l'intervista a Loris Mazzetti

Ascolta l'intervista ad Antonio Ingroia

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