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Primarie flop, tra chi dice "tutto bene" e chi "era prevedibile"

Analisi della bassa affluenza alle primarie per designare il candidato del Pd alle regionali.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Dopo il flop di ieri, per il deputato Pd De Maria è normale che, senza il traino nazionale, le primarie registrino un calo di partecipazione, mentre per il dissidente Galatiolo il risultato era prevedibile e la consultazione era "finta".

Solo 58mila emiliano romagnoli sono andati a votare per scegliere il candidato del centrosinistra alle elezioni regionali del 23 novembre, una percentuale bassa, bassissima, sia tra gli elettori del centrosinistra che tra i soli iscritti del Partito Democratico.
Tra le difficoltà di comparazione con consultazioni precedenti, c'è chi parla di un -85% di affluenza e chi di un calo di due terzi. Numeri a parte, però, quel che conta è il messaggio inequivocabile di disinteresse dimostrato dall'elettorato.

Tra i Democratici c'è chi tenta di minimizzare. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno è Andrea De Maria, già segretario provinciale del partito e ora deputato. "Che non ci sia stata un'affluenza altissima lo ritengo fisiologico - afferma De Maria ai nostri microfoni - Erano primarie senza il traino nazionale, l'informazione ha girato per quello che ha potuto, il periodo di campagna per le primarie è stato molto breve e ci sono altri eventi che si sono inseriti". Tra le righe, dunque, De Maria osserva che le inchieste che hanno investito i candidati, tra cui il vincitore Stefano Bonaccini, possano aver giocato un ruolo, anche se la vicenda pare conclusa con un'archiviazione.

Di diverso avviso, invece, Alessandro Galatiolo, che fino a pochi giorni fa era responsabile economico del partito bolognese, ma si è poi dimesso dalla carica perché non condivideva la linea politica.
"C'era da aspettarsi un risultato così modesto - commenta Galatiolo - Queste primarie non hanno appassionato nessuno. I due candidati, peraltro poco conosciuti, hanno forse polarizzato i militanti, ma non gli elettori e i simpatizzanti del partito".
Per il dissidente, svolte in questo modo le primarie hanno poco senso. "In un partito a trazione liberistica le primarie possono avere poco senso - punzecchia Galatiolo -  Se tutto quanto deve essere sancito dall'alto, la scelta risulta essere un po' finta".


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