Radio Città Fujiko

Prima nazionale all'Arena del Sole con Le Belle Bandiere

Fino al 22 gennaio in scena nella sala Salmon dell'Arena del Sole Prima della pensione ovvero Cospiratori testo del 1979 di Thomas Bernhard ancora oggi di scottante attualità per la riemersione di idee naziste.


di Simona Sagone
Categorie: Teatro
Prima della pensione

Testo cupo e disperante di Thomas Bernhard  presentato in prima nazionale il 9 gennaio all'Arena del Sole per i 40 anni di ERT in collaborazione con la compagnia Le Belle Bandiere. Prima della pensione ovvero Cospiratori è una commedia dell'anima tedesca come recita il sottotitolo, che riporta alla luce la presenza in posizioni chiave della società tedesca, di ex gerarchi nazisti che segretamente sognano il risorgere delle proprie folli idee.

Bernhard ha scritto Prima della pensione negli anni in cui si consumavano i processi ai terroristi  del gruppo Baader- Meinhof per i quali i tribunali emettevano pene molto severe, mentre tra le proprie file conservavano elementi fortemente legati al regime nazista ai quali non è mai stato chiesto il conto per i crimini commessi contro l'umanità.

Questa commedia nera racconta la sopravvivenza, nella società contemporanea, dell'eterna sopraffazione dell'uomo sull'uomo, nei rapporti familiari, quanto in politica.

Al centro della scena sono rappresentati i rapporti di forza tra tre fratelli: Rudolf Höller, interpretato dal convincente Marco Sgrosso, ex comandante di un lagher, vissuto per dieci anni in cantina, poi tornato alla luce e diventato presidente di un tribunale di Corte d'Assisi; Vera Höller amante incestuosa del fratello Rudolf ed entusiasta devota all'ideologia nazista; Clara Höller paraplegica a seguito dei bombardamenti americani, carica di odio per Rudolf e per le sue idee, tiranna nei confronti della sorella e sua infermiera Vera, ma silenziosa complice dei fratelli carcerieri.

Ognuno dei tre personaggi perpetra dei sopprusi nei confronti degli altri due, tenta di schiacciare, di annullare la volontà altrui per sopravvivere all'autocarcerazione, autoisolamento della illustre famiglia rispetto al resto del mondo, in attesa di una possibile libertà futura. La libertà potrebbe arrivare dopo il pensionamento di Rudolf attraverso un viaggio in Egitto, o attraverso l'allontanamento in istituto della sorella paraplegica, o attraverso la morte di uno dei tre familiari, o di tutti e tre.

La libertà sognata è anche la libertà di professare le proprie idee: Rudolf e Vera sperano nel risorgere dell'ideologia nazista e Clara spera forse di poter confessare ad alta voce la sua vicinanza alle idee socialiste di cui le giungono soltanto echi dalle pagine dei giornali.

Dalla sfera familiare, attraverso il passato da SS di Rudolf, si accede al piano storico e politico della pièce. Ogni anno, il 7 ottobre, i Höller festeggiano segretamente il compleanno di Himmler con abito da sera e divisa delle SS. La famiglia reitera così un rito devozionale davanti alla foto del gerarca, ricordando i bei vecchi tempi. Il lagher, nel ricordo di Rudolf, diventa una specie di luogo di lavoro perfettamente organizzato e ordinato ove scorrevano fiumi di champagne. Vera rammenta la propria infanzia fissando con venerazione lo sguardo sulla prima foto in divisa nazista di Rudolf. Clara tace di fronte alla tragica vicenda familiare che si fa farsa nell'impettito brindisi al compianto Himmler.

Non c'è alcuna vergogna in Rudolf: ogni giorno condanna a severe pene detentive assassini e terroristi, ma non prova nessun tipo di rimorso per i delitti compiuti nei confronti degli ebrei gasati a migliaia e spediti nei forni. Del resto egli stesso ricorda come "le cifre dell'orrore si dimenticano in fretta", riferendosi però alle cifre delle vittime causate dai bombardamenti americani sulle città tedesche, soli responsabili della distruzione dello spirito tedesco.

E' chiaro, dal testo di Bernhard, che ognuno legge la storia dalla propria angolatura e che dalla prospettiva di quanti, come Rudolf, dopo pochi anni di latitanza, sono potuti tornare a svolgere lavori di responsabilità nella società europea tutta, i valori da difendere sono quelli che si sono persi con l'intervento anglo-americano; le idee per le quali lottare, sono quelle, al momento innominabili, naziste e antisemite.

La tematica sollevata da Prima della pensione, della possibile rinascita dell'ideologia nazista e del suo tornare ad essere idea maggioritaria in Europa come negli Stati Uniti, è quanto mai d'attualità ora che vediamo dietro ogni angolo aggirarsi spettri che rinfocolano quegli ideali.

Spettacoli come questo si dice sempre che dovrebbero essere visti dai giovani allievi delle scuole superiori perchè possano capire come e perchè stare in guardia rispetto al subdolo affermarsi del neonazismo; peccato che, portati a teatro per la prima della pièce, la maggior parte dei ragazzi presenti abbiano passato metà del tempo a chattare e messaggiare con i cellulari, disturbando la platea con le luci degli smartphone. 

Stiamo allevando generazioni con una bassissima capacità di attenzione, che forse hanno davvero grosse difficoltà nella comprensione dei testi come affermava il linguista recentemente scomparso Tullio de Mauro.

Mi sento comunque di consigliare i docenti e i genitori a portare i ragazzi fino al 22 gennaio a vedere Prima della pensione, correndo il rischio che si annoino nelle 2 ore e mezza di spettacolo, pur con due lunghi intervalli. E' importante conoscere testi come questo, difficili perchè pieni di spunti di riflessione sulla recente storia mondiale e sull'attualità politica.

E' a mio parere poi fondamentale che giovani e meno giovani frequentino del buon teatro, quello fatto da grandi attori come Elena Bucci, finalista come migliore attrice al Premio UBU 2016, e Marco Sgrosso, entrambi allievi del grande Maestro Leo De Berardinis scomparso nel 2008 a cui ERT rende omaggio, nell'anno del 40° anniversario di Emilia Romagna Teatro, attraverso questo spettacolo de Le Belle Bandiere e con Assassina  che vede in scena altri due storici attori di Leo, Vetrano e Randisi, ora alle Passioni di Modena e prossimamente anche all'Arena.

Per restare allo spettacolo ora in cartellone a Bologna, Le Belle Bandiere è una compagnia con sede a Bologna e Russi nata dal sodalizio di Bucci e Sgrosso all'indomani del naturale scioglimento della compagnia di De Berardinis, seguita alla morte del Maestro. Sublime Bucci nella sua interpretazione di Vera, capace di movimenti extraquotidiani e sorprendenti anche in un testo tutto sommato realistico come Prima della pensione, se pur a tratti farsesco. L'aereo, leggiadro movimento di Bucci contrasta con l'algida immobilità della sorella Clara - Vergani, impietrita nel corpo e nell'anima dalle nefandezze dei fratelli. Sgrosso appare credibile nel difficile compito di impersonare un ex gerarca prossimo al pensionamento come giudice capace di sognare contemporaneamente un viaggio nella classcità del magico egitto, e il ritorno alle epurazioni naziste.

In ultimo ricordiamo gli orari delle rappresentazioni: dal lunedì (9 gennaio) a venerdì ore 20:30;sabato ore 20;domenica ore 16:30;(lunedì 16 riposo). Inoltre, per approfondire e comprendere il testo dello spettacolo, consigliamo l'incontro del  13 gennaio, alle ore 18, all'Arena del Sole "Conversando di teatro"

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