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Priebke, "Grave onta per la storia dei Castelli Romani"

Polemiche per il funerale di Erich Priebke ad Albano Laziale


di Francesco Ditaranto
Categorie: Società
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Pomeriggio di proteste nella cittadina in provincia di Roma, dopo la decisione del Prefetto di autorizzare le esequie del boia delle Fosse Ardeatine.

Mentre a Roma si celebrano i 70 anni dal rastrellamento nazista nel ghetto ebraico, non si spegne la polemica scoppiata ieri, dopo che si è appreso che le esequie di Erich Priebke, ex-capitano delle SS e responsabile della strage delle Fosse Ardeatine, si sarebbero tenute nell'istituto dei Lefebvriani di Albano Laziale. La salma di Priebke si troverebbe ora a Pratica di Mare, e  sarebbe destinata a restarci per tutto il giorno.
Secondo il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ci sarebbero contatti con il governo tedesco, per trovare una soluzione al problema della sepoltura.

"Sono arrivato al presidio intorno alle 17" racconta Andrea Calabretta, che ha partecipato alla protesta di ieri, davanti all'istituto dei Lefevbriani ad Albano.

"Era un presidio spontaneo, legato ad un sentimento popolare di vergogna davanti a quello che stava succedendo. Intorno alle 17,20 -continua Calabretta- è arrivata la salma scortata dalle forze di polizia".

Il militante antifascista difende il sindaco della cittadina, Nicola Marini che, spogliato di ogni potere dalla decisione del prefetto, ha voluto testimoniare al presidio la sua impotenza istituzionale.Il sindaco ha comunque vietato in maniera categorica l'inumazione in territorio albanense.

"Sin dai primi momenti, c'era una trentina di neo-nazisti che è stata fermata dalla polizia a circa 200 metri dal presidio. Un altro piccolo gruppetto, tra cui lo stesso Maurizio Boccacci (capo del movimento Militia, ndr) era in prossimità del presidio, ed è stato fatto entrare per salutare la salma" spiega Andrea Calabretta. I funerali, si apprende, sarebbero poi stati sospesi.

"Vorrei precisare che l'onta è ancora più grave perchè i Castelli Romani hanno una tradizione antifascista e partigiana che parte da lontano ed è molto radicata. E grazie a Dio si è fatta sentire anche ieri" conclude.


Ascolta l'intervista ad Andrea Calabretta

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