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“Prêt à baiser” a Teatri di Vita

"Prêt à baiser" in prima nazionale a Teatri di Vita il 4 e 5 aprile alle ore 21.


di redazione
Categorie: Società
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E’ stato inserito dalla rivista Dance Europe tra i 25 migliori danzatori del mondo, ma qui il superpremiato Olivier Dubois (coreografo tra l’altro dei Ballets de Monte-Carlo e dell’Opera Nazionale di Vienna) presenta un sorprendente duo che ha il suo riferimento e fulcro scenico nel bacio: sensuale e oltraggioso. Tra due uomini.

Una performance intensa, sconvolgente, fisicamente impegnativa. Cos’è un bacio?
Nello spettacolo di Dubois il bacio è un’esaltazione fisica e mentale al tempo stesso, che trascende il semplice bacio per diventare altro - desiderio, comunione, passione, lotta- e per abbracciare con quel bacio tutti gli spettatori, che osservano ammutoliti, increduli, imbarazzati o emozionati.
Ma soprattutto, nell’esposizione tutta maschile di un bacio gay, ha una carica sconvolgente e assoluta.
Un’incredibile performance fisica, una straordinaria provocazione e riflessione.

Per calarci più in profondità nello spirito di questo spettacolo sorprendente e tentare di comprenderlo meglio, abbiamo intervistato Olivier Dubois, la mente e l'anima della performance.

Cos'è per lei il bacio?

“Un bacio è chiaramente il primo confronto tra due persone e forse il più intimo.
Può essere visto come una dichiarazione di desiderio ma è molto più di questo.
In questo spettacolo provo ad avvicinarmi alla relazione tra un artista e la sua musa e l'ingiusto e non paritario contratto che stanno firmando. Il patto è: ”io voglio possederti e tu accetterai perchè io ti trasformerò in un'opera d'arte. Ma io firmo anche l'opera d'arte, quindi, in ogni caso, mi appartieni.”


Secondo lei, quali emozioni suscita un bacio? In particolare, ci sono sentimenti a cui non si pensa mai che una performance può più facilmente esprimere e su cui può spingerci a riflettere?

“In Prêt à Baiser cerco di far emergere la relazione di potere, territorialità, conquista, possesso, sottomissione, ma anche il vampirismo e il cannibalismo che si nascondono dietro un semplice bacio. Qui, nulla ha a che fare con l'amore!
E per tornare alla relazione tra l'artista e la sua musa, si può interpretare questo spettacolo come il processo di creazione e trasformazione di una persona in un'opera d'arte, uno sforzo profondo...la metamorfosi.”





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