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Poste in sciopero contro i tagli che preparano la privatizzazione

I dipendenti delle Poste dell'Emilia Romagna oggi incrociano le braccia.


di redazione
Categorie: Lavoro
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Mille persone in meno rispetto a tre anni fa, strumenti obsoleti, esodi incentivati, consegna della corrispondenza a giorni alterni e rischio esternalizzazioni. I lavoratori di Poste dell'Emilia Romagna oggi in sciopero contro i tagli dell'azienda in vista della vendita del 40% delle azioni.

I dipendenti di Poste Italiane dell'Emilia Romagna oggi incrociano le braccia contro i tagli che l'azienda sta effettuando in vista della privatizzazione annunciata da diversi governi e portata avanti dall'esecutivo di Matteo Renzi. Il 40% della società, infatti, dovrebbe essere venduto e i sindacati denunciano che l'operazione ha il solo scopo di portare liquidità nelle casse dello Stato.
Alle 10.30 di oggi postini e addetti agli sportelli si ritrovano davanti alla Prefettura per manifestare il proprio disagio, che si traduce in una carenza di personale e di strumenti di lavoro obsoleti. "L'azienda sta preparando la privatizzazione - osserva ai nostri microfoni Loris Sermasi della Flc Cgil - e sta operando tagli per presentarsi appetibile al mercato".

Dal 2012 ad oggi il personale è stato tagliato del 10%, circa mille unità sul territorio regionale, e ciò comporta riduzione di servizi, come l'assenza di un presidio alle sale consulenza, sportelli chiusi in alcune giornate o, addirittura, la consegna della corrispondenza a giorni alterni.
Gli addetti che vanno in pensione non vengono sostituiti, anzi: l'azienda sta procedendo con esodi incentivati per ridurre la forza lavoro.
La chiusura di uffici postali in zone periferiche del territorio, del resto, era già stata al centro dell'attenzione e delle proteste di sindacati e cittadini. A questa si aggiungono altri rischi, come quello dell'esternalizzazione di alcuni servizi, in particolare nella logistica, o l'assunzione di nuovo personale con le regole del Jobs Act, che permette di abbassare i costi riducendo i diritti dei lavoratori.


Ascolta l'intervista a Loris Sermasi

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