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Pm10, l'Emilia già vicina a superare i limiti annui

L'appello del direttore di Legambiente: "Serve una risposta all'emergenza cronica".


di redazione
Categorie: Ambiente, Sanità
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Il nuovo anno è appena iniziato ma i margini per il superamento delle Pm10 sono già quasi esauriti per i capoluoghi emiliani. A fronte del limite europeo di 35 giornate di sforamento annue, infatti, Reggio Emilia è già a quota 33. A Bologna, che in tutto il 2016 aveva superato i limiti 33 volte, quest'anno sono già stati registrate 21 giornate "fuorilegge".

Non ce la fa l'Emilia Romagna a rientrare nei limiti previsti dalla legge per la concentrazione di Pm10. Il 2017 è appena iniziato, ma i capoluoghi emiliani sono già vicini ai limiti previsti per l'intero anno. Le norme Ue prevedono infatti un tetto di 35 sforamenti annui al limite di 50 milligrammi di concentrazione per metro cubo, ma Reggio Emilia è già a quota 33, Modena a 31 e Bologna a 21. "Se il 2016 è stato un anno dove i dati di inquinamento erano abbastanza bassi - commenta Giulio Kerschbaumer, direttore di Legambiente ER - questi primi 50 giorni del 2017 hanno portato a un inquinamento estremamente elevato. Il bacino padano è l'area più inquinata d'Europa. Questo implica che le azioni per ridurre l'inquinamento dell'aria devono essere molto più incisive rispetto a quelle che si mettono in campo nel resto d'Europa".

A preoccupare non è solo la frequenza con cui i limiti vengono superati, ma anche il livello di concentrazione che le Pm10 hanno raggiunto. "A inizio febbraio - spiega Kerschbaumer - i dati medi di polveri erano altissimi. A fronte di un limite di 50 mg medi per metro cubo nelle 24 ore, le medie hanno superato i 200 mg, che significa che nell'arco di una giornata i livelli potrebbero aver raggiunto picchi di 300 o 400 mg, una situazione molto preoccupante per la saluta pubblica".

Proprio in occasione del tavolo convocato per questa ragione il 3 febbraio, Legambiente aveva rivolto un appello all'assessore regionale alle politiche per la salute Sergio Venturi, invitandolo a far pesare nella discussione i prezzi pagati dalla comunità in termini sanitari ed economici. Un'appello al quale, racconta il direttore di Legambiente ER, "al momento non abbiamo avuto risposta".

Per quanto riguarda le politiche da adottare per far fronte all'emergenza, la richiesta di Legambiente è chiara: i sindaci dei comuni con più di 30mila abitanti devono anticipare l'approvazione del Piano Aria e inziare a mettere in campo le misure congiunte che esso prevede. "Il percorso del Piano Aria dell'Emilia Romagna - racconta Kerschbaumer - è iniziato nel lontano 2013, siamo all'inizio del 2017 e se tutto andrà bene nei prossimi mesi sarà approvatpo e potrà andare a regime. il problema è che nel frattempo abbiamo perso quattro anni per mettere in campo le azioni congiunte del piano, che reputiamo positive e che potrebbero essere azioni strutturali molto forti se venissero adottate da tutti i Comuni con più di 30mila abitanti. Il problema è che più passa il tempo e più il problema sanitario resta".

Anna Uras


Ascolta l'intervista a Giulio Kerschbaumer

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