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A Salt Peanut in caccia per celebrazioni centenarie

trasmissione di jazz di sabato 19 giugno, ore 11, a cura di Alfredo Pasquali e Sandro Baroni


di Alfredo Pasquali
Eugene Smith's Jazz loft
Eugene Smith's Jazz loft

nel 1918 nascevano il blues singer Elmore James ("babbo" artistico di Jimi Hendrix) e Eugene Smith, il grande fotografo del loft newyorkese dove tutti i più grandi musicisti degli anni '50 e '60 hanno suonato

Subito partiamo celebrando il grande chitarrista elettrico bluesman Elmore James, classe 1918,  punto di riferimenti per tutti gli amanti della steel guitar: con la sua"voce d'acciaio" ha segnato un passaggio epocale nel blues dalle esecuzioni arcaiche a quelle della modernità dei sixties. A seguire il discepolo Jimi Hendrix, in un blues travolgente live assieme alla Randy Nansenn Band: Machin gun.

Da ieri passiamo all'oggi con la performance del compositore, orchestratore ed esecutore Ben Lamar, artista che si muove dal fuzz-caked, al mutant synth-funk, fino al progressive jazz. Dal suo disco Downtown Castles Can Never Block the Sun ascoltiamo il brano di apertura.

Nella seconda parte torniamo a celebrare un famoso nato nel 1918, nume tutelare del mondo fotografico: Eugene Smith, a partire dalla conferenza che il suo biografo, Sam Stephenson, ha tenuto presso la Fondazione Mast, che così lo ha descritto nel suo sito (http://www.mast.org/sam-stephenson): 

Sam Stephenson ha dedicato oltre vent’anni a studiare la vita e l’opera del fotografo W. Eugene Smith, seguendo le sue tracce in ventisei stati americani, in Giappone e nelle isole del Pacifico, intervistando oltre cinquecento persone che hanno conosciuto il fotografo in diverse circostanze. Al MAST racconta la sua indagine documentaria e poetica insieme, mettendo a fuoco le due tappe più ambiziose e incredibili della carriera del fotografo: Pittsburgh, la prima città industriale d’America, dove Smith ha scattato 22.000 fotografie tra il 1955 e il 1958, e il leggendario loft di New York in cui Smith ha realizzato 40.000 immagini e 4500 ore di registrazioni audio dal 1957 al 1965, documentando la presenza di musicisti come Thelonious Monk, Chick Corea, Rahsaan Roland Kirk, Paul Bley e innumerevoli personaggi meno celebri. Nel corso dell’incontro sarà proiettato inoltre Chuck-will’s-widow un film di 9 minuti del cineasta americano Jem Cohen, tratto da un capitolo dell’ultimo libro di Stephenson, Gene Smith’s Sink (2017). 

Sam Stephenson (Chapel Hill, South Carolina, USA, 1966) è uno scrittore e documentarista, autore di tre importanti pubblicazioni su W. Eugene Smith: Gene Smith’s Sink (2017), The Jazz Loft Project (2009) e Dream Street (2001). Collabora con The New York Times, The Paris Review, Tin House, the Oxford American e altri periodici. Docente di Studi documentari e Studi americani alla Duke University e alla UNC–Chapel Hill, vive a Bloomington, Indiana.

Nella puntata ascolteremo alcuni momenti traordinari di questa incredibile nastroteca, di cui riportiamo un retro scatola con alcune indicazioni di materiale registrato da grandi nomi del jazz.....

Ascolta la trasmissione

Dust my bloom Elmore James Hendrix with Randy Hansen Band Machin Gun Downtown Castles Can Never Block the Sun Ben Lamar

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