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Pensioni, dopo la sentenza "si faccia giustizia sociale"

Così il segretario Spi-Cgil di Bologna Minarelli, mentre il governo tenta di mettere una pezza ai danni della riforma Fornero.


di Andrea Perolino
Categorie: Politica, Società
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Da oggi è operativa la sentenza della Corte Costituzionale sul blocco della rivalutazione delle pensioni voluto dal governo Monti. Mentre il governo è impegnato a trovare una soluzione che non faccia saltare i conti pubblici, il sindacato di categoria della Cgil chiede che venga subito "restituito il maltolto" e che si metta mano definitivamente alla riforma Fornero.

Tra ricerca di equità e rispetto delle condizioni dettate da Bruxelles, il governo italiano è alle prese con il grattacapo pensioni. Dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato il mancato adeguamento delle pensioni voluto dal governo Monti con la riforma Fornero - e che da oggi, con la pubblicazione in Gazzetta, diventa a tutti gli effetti operativa - Renzi e Padoan si trovano a dover far fronte a un conto salatissimo che ammoneterebbe a 19 miliardi di euro. Un salasso che farebbe saltare i conti pubblici e sforare il deficit. Ecco perché, da quanto si apprende, il governo sta studiando una soluzione di compromesso che dia efficacia alla sentenza della Corte e allo stesso tempo minimizzi l'impatto sulle casse dello Stato, nel rispetto degli obblighi europei.

In attesa di capire come si muoveranno Palazzo Chigi e il ministero del Tesoro, allo stato attuale non si può far altro che constatare l'ingiustizia perpetrata dalla riforma Fornero e dal governo Monti, che sulle spalle dei pensionati hanno fatto cassa: "Ci troviamo di fronte a una cosa inaccettabile - afferma Valentino Minarelli, segretario Spi-Cgil di Bologna - considerare pensioni di 1100 euro netti un privilegio che non va salvaguardato dal punto di vista del potere d'acquisto è inaccettabile. È ora che si faccia giustizia, dopo che Monti ha fatto cassa con le pensioni. È ora che si dia ai pensionati il maltolto".

In ogni caso il governo non pare intenzionato a rimborsare il totale del dovuto. Già nei giorni scorsi il sottosegretario all'economia Enrico Zanetti ha aperto un caso all'interno del governo affermando che "restituire l'indicizzazione delle pensioni per quelle più alte sarebbe immorale". "Noi non siamo a difesa delle pensioni da 10mila euro - sottolinea Minarelli - ma voglio ricordare che quando la Corte bloccò queste pensioni da nababbi le risorse furono trovate subito. Ora non vorremmo che con una platea più vasta non si faccia giustizia sociale. Non c'è ombra di dubbio che chi ha pensioni più alte deve essere più solidale con chi ha pensioni più basse e perde ogni anno potere d'acquisto".

Sul fatto che il pronunciamento della Corte Costituzionale possa aprire spazi di intervento sulla riforma Fornero e il sistema previdenziale, il segretario Spi di Bologna ha pochi dubbi: "Deve, non può. Si continua a parlare di attese di vita, ma i lavoratori non hanno tutti le stesse attese di vita. Quella di un muratore non è uguale a quella di un manager. Occorre costruire una riforma previdenziale socialmente sostenibile ed equa".


Ascolta l'intervista a Valentino Minarelli

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