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Pennelli Ribelli, a Marzabotto si riqualifica con la street art

Nella città martire gli street artists danno una nuova veste agli edifici abbandonati.


di Alessandro Canella
Categorie: Società
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Ericailcane, Andrea Casciu, GuerrillaSpam, Bastardilla, WhoisNemos, Collettivo Fx e Kikiskipi sono gli street artists chiamati a riqualificare le facciate di alcuni edifici abbandonati a Marzabotto per farne una galleria d'arte urbana. È il progetto "Pennelli Ribelli", che vedrà compimento ad ottobre, in occasione dell'anniversario dell'eccidio. Le interviste a Giulio Campana e alla vicesindaco Valentina Cuppi.

Mentre nelle grandi città il tema della street art e dei murales continua ad essere - direbbe qualcuno - "divisivo", a Marzabotto un progetto conta di trasformare gli edifici industriali, tra cui alcuni abbandonati, in una galleria di arte urbana.
Si tratta di "Pennelli Ribelli", nato dall'idea di Giulio Campana, Alex Sabattini e lo street artisti Andrea Casciu che, insieme al Comune e all'Unione dell'Appennino bolognese, hanno individuato alcuni edifici della città martire da riqualificare a suon di pennelli e bombolette.

Per farlo sono stati chiamati street artist affermati nel panorama italiano e internazionale: Ericailcane, lo stesso Casciu, GuerrillaSpam, Bastardilla, WhoisNemos, Collettivo Fx e Kikiskipi.
L'obiettivo è proprio quello di custodire il patrimonio attraverso soluzioni creative. Ma, per farlo, si terrà conto del luogo particolare, teatro del più grave eccidio nazifascista durante la Seconda Guerra mondiale. Le opere, infatti, verranno realizzate nell’arco di una settimana, tra il 1° e il 7 ottobre, durante la commemorazione dell'eccidio. Non è un caso nemmeno il logo di "Pennelli Ribelli", un lupo, in omaggio al comandante partigiano Mario "Lupo" Musolesi, comandante della brigata "Stella Rossa".

Ad essere oggetto della riqualificazione saranno due cabine Enel (a Marzabotto e a Pioppe) e la cartiera dismessa di Lama di Reno. Lo stabilimento ha alle spalle una storia industriale che esplode nel 1954 quando l'imprenditore Angelo Rizzoli acquisisce la struttura e ci installa il primo impianto di disinchiostrazione d’Europa. Serviva a riciclare la carta “usata”, togliendoci l’inchiostro, in carta nuovamente utilizzabile per la produzione di giornali.

“Questo progetto - racconta la vicesindaco Valentina Cuppi - si inserisce all'interno del più ampio 'Pace. D(i)ritti contro i muri', che si compone di varie azioni, sostenute anche dalla Regione Emilia Romagna e dalla Fondazione Carisbo. Il progetto ha come fine quello di rendere l’arte contemporanea strumento di riqualificazione urbana e mira a creare una galleria d'arte urbana che mandi un messaggio di incontro tra culture e di pace, valorizzando il patrimonio storico e naturalistico del territorio".

ASCOLTA L'INTERVISTA A GIULIO CAMPANA E VALENTINA CUPPI:

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