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Passante, se la "partecipazione" assomiglia a una ratifica

Wu Ming 2 spiega ai nostri microfoni i limiti del percorso del Comune sull'opera.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente, Movimento
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Un'infografica sul Passante di Mezzo

Tempi stretti, consultazione su questioni marginali e metodologie che filtravano l'opposizione. Wu Ming 2, autore insieme a Wolf Bukowski di un'inchiesta sul Passante di Mezzo pubblicata da Internazionale, racconta ai nostri microfoni i limiti del percorso partecipativo sull'opera. Confronto Pd-Merola dopo lo stop arrivato dai consiglieri comunali dem.

Che la giunta comunale abbia troppa fretta nell'arrivare alla realizzazione del Passante di Mezzo, l'opera autostradale che dovrebbe sostituire il Passante Nord e che prevede un intervento sulla tangenziale, non lo dice solo lo scrittore Wu Ming 2. A sostenerlo sono anche consiglieri comunali assai meno radicali, anche all'interno del Pd, che sul finire dello scorso anno approvarono un odg presentato da Amelia Frascaroli, in cui si lamentava un poco coinvolgimento del Consiglio comunale stesso.

In queste ore dovrebbe svolgersi un faccia a faccia tra Francesco Critelli, segretario provinciale Dem, e il sindaco Virginio Merola proprio sulla posizione da tenere. Quando arrivò con un atto formale (l'odg), la richiesta di coinvolgimento dei consiglieri di maggioranza mandò su tutte le furie la dirigenza e lo stesso sindaco, al punto che si parlò addirittura di provvedimenti contro i ribelli.

Ai nostri microfoni Wu Ming 2, autore insieme a Wolf Bukowski di un'inchiesta pubblicata da Internazionale, ha parlato del Passante di Mezzo e del processo partecipativo predisposto dal Comune per coinvolgere i cittadini dei territori interessati dall'opera. Un processo che, per come è stato impostato, assomigliava più ad una richiesta di ratifica che ad una reale volontà di consultare la cittadinanza.
Lo scrittore elenca almeno tre punti che rappresentano grossi limiti ad un reale confronto sull'opera: i tempi, la materia e le metodologie.

I TEMPI
"Il lancio è avvenuto a fine luglio e tutti sappiamo com'è Bologna in quel periodo". La questione dei tempi in cui svolgere il confronto per Wu Ming 2 è primaria. I due scrittori hanno seguito il processo partecipativo che "si è svolto in cinque settimane, a stare larghi in due mesi". Un tempo ritenuto troppo breve per una reale discussione su un'opera che ha un così grande impatto.

LA MATERIA
Per Wu Ming 2, inoltre, è la stessa materia degli incontri di partecipazione a scontare dei limiti. "È stato detto in modo esplicito che la consultazione sarebbe avvenuta solo su migliorie all'opera, non sull'opportunità di realizzarla o meno".
In questo modo i cittadini sono stati chiamati ad esprimersi su questioni secondarie, come qualche albero e aiuola o qualche metro in più di barriera antirumore, ma non sul destino dell'opera stessa, né sulle sue caratteristiche principali.

LE METODOLOGIE
Anche le metodologie utilizzate negli incontri pubblici, secondo lo scrittore, scontano dei grossi limiti. L'ossessione di trasformare ogni osservazione della cittadinanza in una domanda ha posto dei grossi limiti anche linguistici. "Non tutto può essere trasformato in una domanda", osserva Wu Ming 2, che nell'inchiesta ha criticato anche il ruolo dei facilitatori, definiti "difficilitatori". Più che favorire il confronto, queste figure sembravano pensate come filtro alle osservazioni e alle critiche avanzate.


Ascolta le parole di Wu Ming 2

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