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Passa l'Italicum, tiene l'asse Renzi-Berlusconi

L'Aula della Camera ha approvato il testo della legge elettorale


di Francesco Ditaranto
Categorie: Politica
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L’Italicum passa a Montecitorio con 365 sì, 156 no e 40 astenuti. Pd, Forza Italia e Ncd hanno votato compatti.Tanti i mal di pancia nel Partito Democratico, che, però, non si sono palesati come nelle giornate precedenti. I deputati Sel, sollevando problemi di costituzionalità, hanno agitato la Costituzione in Aula.

La nuova legge elettorale supera il primo scoglio. Dopo le giornate convulse, consumatesi sui temi della Parità di Genere e delle preferenze, la strana maggioranza del Nazareno si è ricompattata e ha votato, tra malumori più o meno resi pubblici, il testo dell'Italicum. Le due maggioranze (Pd-Ncd per il Governo, Pd-Forza Italia per le riforme) hanno resistito ad ogni attacco, pur essendo state sul punto di cadere ieri sul tema delle preferenze.

Contrari al provvedimento M5S e Sel su tutti.  "Noi abbiamo sottolineato le mancanze gravi che ci sono in questa legge" dice Gennaro Migliore, capogruppo Sel a Montecitorio ai nostri microfoni. "In particolare -continua Migliore- la mancanza di una regolamentazione efficace sul conflitto d'interesse, il fatto che con le liste bloccate e le pluricandidature non è possibile scegliere i propri candidati, il che aumenta la distanza che esiste tra eletti ed elettori. Ma anche la mancanza di democrazia paritaria. Le donne non devono essere garantite con le quote rosa, siamo noi che dobbiamo rappresentare nelle istituzioni la società per come è fatta."

Migliore sottolinea inoltre il problema delle soglie. "Soglie così alte, in particolare all'8% per le forze non coalizzate esistono soltanto in paesi come la Russia e la Turchia."

Molti, tra cui Migliore, sembrano fiduciosi in un percorso di cambiamento della legge al Senato. Se D'Attorre (PD) ha affermato che, se si fosse trattato del voto definitivo, avrebbe votato no, e Sandra Zampa, prodiana, ha dichiarato di votare con "profonda amarezza", Migliore crede che "il passaggio al Senato su alcuni punti, vedrà consistenti modifiche".

Nonostante i malpancisti democratici, però, il vendoliano non crede in una spaccatura del partito di Renzi. "Si è ragionato su un testo sbagliato ed è per questo motivo che va cambiato. Auspico che sia lo stesso Renzi a farsene interprete. O avviene per un convincimento globale interno al Pd, oppure non ci saranno spaccature in aula sulla legge elettorale."


Ascolta l'intervista a Gennaro Migliore

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