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Palestina, tensione dopo la morte del ministro dell'Anp

Oggi i funerali di Abu Ein, l'Anp sospende la cooperazione alla sicurezza con Israele.


di redazione
Categorie: Esteri
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Il ministro palestinese Ziad Abu Ein è morto in seguito agli scontri con la polizia israeliana durante una manifestazione pacifica in Cisgiordania. Per gli israeliani si tratta di infarto dovuto a stress e malattia cardiaca. Per il palestinesi, il ministro è stato picchiato con il calcio del fucile.

Sempre più esplosiva la situazione in Cisgiordania. Ieri il ministro palestinese per le colonie e il Muro, Ziad Abu Ein, è morto in seguito agli scontri verificatisi tra civili palestinesi e esercito israeliano. I manifestanti palestinesi erano in corteo per reclamare che l'ennesimo furto di terra palestinese non fosse portato a termine. L'esponente dell'Anp, del quale si sono tenute oggi le esequie, portava con sé delle piantine di ulivo, con l'obiettivo di piantarle simbolicamente nei terreni che stavano per essere confiscati da Tel Aviv.  Sciolto in un primo momento il corteo attraverso l'utilizzo di gas lacrimogeni sparati dall'esercito con la stella di David, una parte dei manifestanti si era ricompattata  e aveva raggiunto il cordone delle forze armate israeliane. A quel punto si sono verificati scontri violenti tra le due parti.

Il ministro, come dimostrano le immagini, è stato preso per il collo da un soldato di Tel Aviv e, secondo alcune testimonianze, è stato seguito colpito violentemente al petto con il calcio del fucile. Il ministro si è accasciato al suolo.  Il decesso è sopraggiunto pochi istanti dopo.

Immediate le reazioni di Fatah e Hamas che hannno condannato a più riprese l'omicidio, definendolo "un omicidio extragiudiziale, che rappresenta una dichiarazione di guerra". L'Autorità Nazionale Palestinese ha annunciato la fine della cooperazione alla sicurezza con Tel Aviv, mentre Hamas ha chiamato tutti i palestinesi all'unità contro l'occupazione israeliana. Per il presidente palestinese Abu Mazen dopo l'omicidio del ministro, definito una barbarie, "tutte le opzioni sono aperte".


Ascolta l'intervista a Luca Di Filicaia

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