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Ordinanza anti-alcool, blitz degli esercenti in Comune

Protesta in Consiglio comunale dei gestori dei locali della zona universitaria.


di redazione
Categorie: Politica, Società
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il blitz a Palazzo D'Accursio

Il Consiglio comunale è stato interrotto da un blitz dei gestori dei locali colpiti dall'ordinanza anti-alcool firmata dal sindaco Virginio Merola. Intorno alle 16 gli esercenti della zona universitaria hanno inscenato una protesta a Palazzo d'Accursio, mentre erano in corso i lavori del Consiglio comunale. Nel mirino il provvedimento del Comune che impone una stretta sugli orari per i locali notturni.

Duecento persone si sono presentate per un blitz contro l'ordinanza Merola davanti Palazzo D'Accursio. Gli esercenti della zona universitaria hanno deciso di interrompere i lavori del consiglio comunale per poter parlare con l'amministrazione e trovare un punto di incontro. Sono riusciti ad entrare soltanto in 50, una piccola delegazione.

L'ordinanza anti-alcool è considerata un atto di rottura, uno dei provvedimenti piu "folli dell'amministrazione Merola". Se il problema fosse solo l'ordine pubblico, tutti i gestori delle attività in zona universitaria sarebbero pronti a combattere il degrado dela città. "Questa ordinanza, illegale perchè va contro la legge Monti, colpisce persone disperate. Se fosse stato un problema di ordine pubblico, l'avremmo accettato."

Giovanni Favia, ex consigliere regionale del M5S (ora aspirante esercente), denuncia ai nostri microfoni che tutti i problemi che riguardano la zona universitaria "nascono dal Comune e dalla sua incapacità di far rispettare un regolamento di polizia urbana". Per Favia, Merola e la sua giuta scaricano la loro incapacità di gestire l'ordine pubblico sugli esercenti. "Molti di questi hanno aperto un'attività e operano nell'assoluta legalità. Tuttavia, il loro investimento si è improvvisamente dimezzato".

Gli esercenti contestano le modalità con cui il Sindaco ha deciso di portare avanti il suo coprifuoco. Molti dei gestori dei locali si sono visti recapitare il messaggio da parte dei Vigili urbani, senza poter ribattere.


Adesso, i proprietari dei locali chiedono al Comune il ritiro dell'ordinanza e un nuovo piano per l'ordine pubblico. "Siamo pronti a creare un consorzio di attività commerciali per far rispettare la legge. Non è giusto punire tutti per 10 locali che non rispettano le regole". La protesta degl esercenti va avanti e continua il dialogo tra gli esercenti e Matteo Lepore, assessore alla Promozione della città.
Se non dovesse esserci un punto di incontro Favia annuncia che "faremo ricorso al Tar e una class action per chiedere i danni al Comune. Se il tema fosse la riqualificazione della zona universitaria, noi vorremmo collaborare con l'amministrazione e non essere nemici".


Ascolta l'intervista a Giovanni Favia

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