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Omofobia, "Insufficiente la legge Pd-Pdl"

Il 26 la discussione alla Camera. Ma per il ddl c'è insoddisfazione.


di redazione
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La commissione Giustizia della Camera ha approvato il disegno di legge contro l’omofobia e la transfobia. PD, PdL e SEL hanno votato a favore; M5S e Scelta Civica si sono astenuti e la Lega Nord ha votato contro. Il testo, che ha per relatori i deputati Ivan Scalfarotto del PD e Antonio Leone del PdL, sarà discusso alla Camera da venerdì 26 luglio.

Un disegno di legge di quello della scorsa legislatura, che aveva già spaccato il Pdl e unito per certi versi il Pd. Depositato alla Camera da Ivan Scalfarotto il primo giorno di legislatura aveva ottenuto la firma di 221 parlamentari e il 9 luglio la commissione Giustizia della Camera aveva approvato il testo base da cui iniziare la discussione e presentare eventuali emendamenti.

Nei quattro articoli del si introduceva il reato per omofobia e transfobia facendo un'aggiunta all’articolo 3 della legge Mancino del 1993 che prevede un’aggravante della pena per i reati del codice penale commessi sulla base di «discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi».

I cattolici di diversi partiti politici si sono trovati d'accordo nel puntare il dito contro il ddl dicendo che introduceva il reato di opinione. Non per queste ragioni, ma a causa dell'emergenza provocata dalla crisi Domenica Maurizio Lupi, Maurizio Sacconi, Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini hanno proposto ieri “una moratoria” sulle leggi che riguardano i diritti civili. Rigettata la proposta ieri dopo la discussione è stato approvato il disegno di legge alla Camera che verrà discusso entro la fine della settimana.

Anche dal Pd però sono arrivate critiche sul testo del ddl: «Si può dire che la montagna ha partorito il topolino - ci dice Franco Grillini di Diritti e Libertà - non risolve la questione omofobia né della transfobia, visto che introduce questi termini nella giurisprudenza senza la definizione. E' una legge di fatto inapplicabile».

Ma il problema non è soltato di natura giuridica ma politico: «C'è stata la volontà pervicace del Pd di arrivare a una mediazione con il Pdl e di escludere la possibilità di una maggioranza diversa, visto che tra Pd, Sel e M5S la maggioranza ci sarebbe stata. E' stato Scarfarotto a dire. Non voglio far cadere l governo sull'omofobia. Così facendo non si andrà avanti. Fioroni, che per anni ha contrastato questo provvedimento, si ritiene soddisfatto del ddl: questo significa che qualcosa non va».


Ascolta l'intervista a Franco Grillini

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