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Stop della questura alle manifestazioni al Maggiore

Il questore ordina di spostare le manifestazioni in zone lontane dall'ospedale.


di redazione
Categorie: Movimento
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Foto di Laura "Lalla" Maestrini

Arriva da Vincenzo Stingone, il questore di Bologna, l'ordine di spostare in luoghi distanti tra loro sia la manifestazione anti-Rom di Forza Nuova che quella, di risposta, di Bologna Antifascista e dell'Associazione Nazione Rom.

"Nessuno può andare davanti a un ospedale a fare della caciara, né gli uni né gli altri, non lo possiamo permettere. L'ospedale, come una chiesa o una scuola, è un luogo sacro, dove ci sono persone che stanno lì per altri e ben più seri motivi" queste le parole con cui il questore ha deciso di dare l'ordine di spostarle dal Maggiore e in luoghi lontani tra loro. In queste ore la Digos è in contatto con i due organizzatori per invitarli ad accettare le prescrizioni della questura.

L'estrema destra aveva annunciato che avrebbe dato vita a un presidio davanti all'Ospedale Maggiore "contro l'abusivismo e il degrado" e "in difesa dello ius sanguinis". Poco tempo fa alcuni militanti e consiglieri della Lega di Bologna avevano fatto lo stesso. Manes Bernardini, consigliere comunale del carroccio, aveva usato le stesse parole dell'estrema destra bolognese: fermare il degrado davanti al Maggiore.

La prima a reagire è stata l'Anpi che pochi giorni fa, all'annuncio della manifestazione fascista, aveva espresso "la sua netta contrarietà a tale iniziativa per i suoi chiari connotati razzistici e discriminatori nei confronti di una popolazione presente in tutta Europa. Bologna - scrive l'associazione nazionale partigiani -  città Medaglia d'oro della Resistenza e della lotta di Liberazione ricorda l'alto prezzo pagato dai Rom sterminati, in più di 500 mila, dal nazifascismo durante la Seconda guerra mondiale soprattutto nei lager. A memoria di questo sterminio la lapide del Comune di Bologna murata sulla cinta nord della Certosa che ricorda il loro sacrificio". La finalità della manifestazione è "provocatoria e razzista" e l'Anpi si augurava che "le Autorità preposte impediscano ogni tentativo di turbamento della legalità e del vivere civile nella nostra città".

Arrivata tempestivamente anche la reazione della piattaforma Bologna Antifascista, che negli scorsi mesi, aveva organizzato diversi momenti di protesta contro la sede bolognese di Casa Pound in Via Malvolta, tra cui anche la manifestazione del 26 novembre scorso, che aveva visto la partecipazione di più di mille persone. Gli antifascisti di Bologna avevano annunciato il contro-presidio: "Non v’è dubbio che il razzismo neofascista - venga da Forza Nuova, da Casa Pound o da altre frange dell'estrema destra - cominci a rivoltare nel profondo questa città e il fatto che le mobilitazioni di migliaia di persone e le lettere aperte di gruppi di quartiere siano rimaste senza risposta dimostra tutta l’inadeguatezza di chi pretende di governare Bologna e questo paese" si legge nel comunicato di Bologna Antifascista. La mobilitazione antifascista e antirazzista aveva ricevuto anche dall'Associazione Nazionale Rom e il Consiglio Rom di Bologna il pieno appoggio.


Ascolta l'intervista a Matteo di Bologna Antifascista

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