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#NonStiamoSereni: i pensionati incalzano Renzi

I pensionati dell’Emilia-Romagna vogliono delle risposte da Matteo Renzi.


di redazione
Categorie: Lavoro, Politica
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Spinti dagli allarmanti dati dello scorso anno (che indicano una pensione media di 855 euro al mese), i sindacati regionali Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil promuovono due importanti iniziative affinché vengano istituite adeguate politiche di sostegno per i pensionati. Rosanna Benazzi, segretario generale regionale della Uil Pensionati, ne parla ai nostri microfoni.

I dati elaborati da Spi, Fnp e Uilp sulle pensioni in Emilia-Romagna sono preoccupanti: le pensioni Inps erogate al 2013 in regione sono 1.514.514 (di cui 909.548 di vecchiaia e anzianità, 314.316 di reversibilità), su una platea di 1.305.957 pensionati ì, che rappresentano oltre il 29% della popolazione residente. Il 54% dei pensionati sono donne, il 46% uomini. L’età media è di 74 anni. L’importo medio mensile lordo è di 855,74 euro. Gli uomini possono però contare su 1.160,53 euro al mese, per le donne si scende a 646,14 euro.

La situazione è quindi estremamente precaria rispetto al reddito, tant’è vero che la Caritas denuncia un aumento sempre più crescente delle richieste d’aiuti da parte di pensionati che non riescono a far fronte a spese mediche, affitti e bollette.

Per questo Cgil, Cisl e Uil si pongono in prima fila a favore dei pensionati con due importanti iniziative: la prima è quella di una raccolta di cartoline che portano lo slogan “#NonStiamoSereni”, che saranno firmate dai pensionati di tutta Italia e spedite in blocco davanti a Palazzo Chigi. “E’ il messaggio che vogliamo mandare al nostro premier” ci dice Rosanna Benazzi “per fargli capire che non abbiamo nessuna intenzione di mollare la presa sulla necessità di redigere e approvare una legge per la non autosufficienza”.

Quello che i pensionati chiedono a chiare lettere a Matteo Renzi è la tutela del reddito, il welfare pubblico e solidale e l’estensione della riduzione delle tasse anche ai pensionati. “Esiste un problema in Italia: le pensioni sono troppo basse anche dopo una vita di lavoro. Gli 80 euro in più negati da Renzi ai pensionati gridano vendetta e rappresentano un’ingiustizia che va urgentemente  sanata”.

Un segnale di cambiamento nelle politiche pubbliche può però venire dall’Europa. Ed è questa la seconda iniziativa promossa da Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna: un invito ad andare a votare il 25 maggio in occasione del rinnovo del Parlamento europeo. A chi sarà eletto a Bruxelles i pensionati chiedono l’istituzione di un Fondo Europeo per la non autosufficienza, una robusta politica sociale e previdenziale e la revisione del principio del fiscal compact affinché “la nuova Europa sia l’Europa delle persone e non delle banche”, conclude Rosanna Benazzi.

Valentina Giardini


Ascolta l'intervista a Rosanna Benazzi

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