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No194 in "zona San Petronio", la coalizione lgbt pronta a contestarli

Sabato 13 giugno preghiera degli antiabortisti e contro-manifestazione di laici e lgbt.


di Alessandro Canella
Categorie: Glbtq, Donne
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L'annuncio sul sito del comitato No194

Si terrà dalle 9 alle 18 nei pressi della Basilica di San Petronio la manifestazione-preghiera degli antiabortisti di 194, mentre la Favolosa Coalizione lgbt si prepara a contestarli al grido di #Moltopiùdi194, dandosi appuntamento a pochi metri, in piazza Nettuno alle 7.30.

La manifestazione-preghiera del comitato antiabortista No194 si terrà dalle 9 alle 18 nei pressi della Basilica di San Petronio. Lo si apprende dal sito internet del comitato che, dopo la battaglia per tenere il proprio sit-in davanti all'ospedale Maggiore e l'ipotesi di un'ordinanza che lo vietasse, scartata dal Prefetto, ha accettato di svolgere il proprio raduno in una piazza del centro.
Le coordinate (zona San Petronio) non sono precisissime, probabilmente a testimoniare che, qualora si manifestassero le annunciatissime contestazioni, gli antiabortisti saranno costretti a spostarsi da piazza Maggiore.

Le "surfiste dell'autodeterminazione", come amano definirsi, che fanno parte della "Favolosa Coalizione" lgbt, del resto, non hanno alcuna intenzione di lasciar correre. Mercoledì pomeriggio, in piazza Nettuno, hanno realizzato un laboratorio creativo per preparare la presenza nelle strade e nelle piazze del 13 giugno.
Al grido di #Moltopiùdi194, inoltre, hanno annunciato che saranno presenti sabato mattina, fin dalle 7.30 in piazza Nettuno.
In un comunicato, la coalizione definisce gli antiabortisti come "i molestanti del comitato No194" e li accusa di voler riportare le persone "alle sacre regole della famiglia e dell’austerità" e, "con l'appoggio e/o il disinteresse delle istituzioni" vogliono proporre "un referendum per abrogare la Legge 194/78".

Alle istanze degli integralisti cattolici, inoltre, la Favolosa Coalizione oppone altrettante rivendicazioni: "Vogliamo autodeterminazione, vogliamo salute sessuale, vogliamo l’abolizione dell’obiezione di coscienza alla 194, vogliamo i no-choice fuori dagli ospedali e dalle farmacie, vogliamo consultori sempre aperti e laici. Vogliamo un’educazione non binaria e una cultura che vada oltre l’obbligo alla riproduzione della famiglia eterosessuale. Vogliamo nominare tutte le parole che i moralisti ritengono fuori norma, vogliamo nominarle a voce alta non solo nelle piazze, ma anche nelle scuole, nelle università, negli uffici, nelle case. Vogliamo molto di più della 194".


Ascolta l'intervista a Beatrice Busi

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