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No Ogm, occupata la sede dell'Efsa a Parma

L'azione dei centri sociali contro le misure europee.


di redazione
Categorie: Ambiente, Movimento
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I movimenti di Emilia Romagna, Marche e Nordest hanno occupato stamane a Parma la sede dell'Efsa, l'authority europea per la sicurezza alimentare, per protestare contro la commercializzazione di sementi ogm. Tensioni con la polizia, ferita una manifestante. Labàs: "Oggi inizia una campagna".

Un centinaio di attivisti dei centri sociali di Emilia Romagna, Marche e Nordest hanno fatto irruzione, stamane a Parma, nella sede dell'Efsa, l'authority europea per la sicurezza alimentare.
I movimenti danno così il via ad una campagna contro gli ogm e la loro commercializzazione sul territorio italiano, rischio che potrebbe farsi concreto a seguito degli orientamenti del Parlamento Ue.
In particolare i centri sociali denunciano l'attacco massiccio che la lobby del biotech sta sferrando per allargare il mercato degli ogm in Europa, accusando l'Efsa di non attuare una valutazione seriamente scientifica del rischio e della realtà delle sementi iscritte a registro.

Dopo l'irruzione negli uffici dell'agenzia, nel momento in cui tutti gli attivisti erano nel piazzale esterno e stavano parlando con il personale Efsa che era stato fatto evacuare, le forze dell'ordine hanno tentato di sbarrare le cancellate di accesso. Il gesto ha scatenato la reazione degli attivisti, che hanno tentato di uscire, ma sono stati fatti oggetto di cariche che hanno portato al ferimento di una ragazza. Dopo un confronto piuttosto duro, gli attivisti sono riusciti a conquistare l'uscita, iniziando per protesta un corteo spontaneo che voleva raggiungere la sede del Comune.

"Il corteo è stato bloccato in mezzo a un ponte chiuso da cordoni di polizia - racconta Ada di Labàs - sotto il ricatto di acconsentire all'identificazione di massa o essere fermati in questura".
Gli attivisti hanno però rifiutato sia di farsi portare in Questura sia di consegnare i documenti.
La situazione si è poi sbloccata e gli attivisti hanno potuto allontarsi attraverso un corridoio lasciato libero.

Gli organizzatori dell'azione definiscono, in ogni caso, quella di oggi come "Una buona giornata per la riapertura di una campagna contro gli ogm, a partire dal fatto che non c'è alcuna Authority che, in questo campo, intenda seriamente garantire nulla a proposito di salute, ambiente e sovranità alimentare per continuare sui territori con un conflitto aperto e radicale contro i tentativi di introdurre queste colture sulla nostra terra".


Ascolta l'intervista ad Ada

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