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Unioni civili: arrivano i primi "divorzi", ma il Comune non è pronto

Intanto la Corte Ue riconosce i matrimoni same-sex anche se le singole legislazioni non li prevedono.


di Alessandro Canella
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Nonostante il ministro Fontana non se ne sia accorto, sono oltre seimila le unioni civili registrate. La Corte Ue riconosce i matrimoni omosessuali anche se la legislazione del singolo Stato non li consente. In Italia, come è fisiologico, arrivano anche le prime separazioni. La burocrazia bolognese, però, non sembra preparata: mancano i moduli. L'intervista all'avvocato Désirée Giudetti.

Anche se il neo-ministro Lorenzo Fontana non se ne è accorto, le famiglie same-sex esistono, al punto che non solo si uniscono civilmente, ma iniziano anche a separarsi, proprio come le coppie eterosessuali.
Al dicembre 2017, cioè a circa un anno e mezzo dall'approvazione della legge Cirinnà (che nel maggio scorso ha compiuto due anni), sono state 6073 le unioni civili registrate in Italia.
A dare un contributo importante sulla strada del riconoscimento delle famiglie omosessuali, oggi, è stata la Corte di giustizia dell'Unione Europea, che ha di fatto riconosciuto i matrimoni tra persone dello stesso sesso ai sensi delle regole sulla libera circolazione delle persone, anche se le legislazioni nazionali non li consentono.

Esattamente come per le "famiglie tradizionali", inoltre, le coppie possono scoppiare. In questi giorni, infatti, arrivano le prime "separazioni civili". L'avvocata Désirée Giudetti, specializzata nel Diritto di Famiglia, racconta ai nostri microfoni un caso che ha seguito e i problemi burocratici che ha dovuto affrontare.
"Io ho seguito il primo caso a Bologna di scioglimento dell'unione civile - racconta Giudetti - un'unione contratta all'estero, perché la legge Cirinnà è in vigore da solo due anni".

La rottura dell'unione civile è prevista dalla stessa legge e prevede, come primo atto, la comunicazione all'ufficiale di Stato Civile la propria volontà di sciogliere l'unione. Trascorsi tre mesi da questa comunicazione, poi, si può depositare presso il tribunale il ricorso.
Il problema, a Bologna, si è presentato subito al primo step: il Comune non era attrezzato con i moduli e il servizio per comunicare la separazione. L'avvocata, quindi, ha dovuto by-passare il Comune e chiedere al tribunale di ordinare all'ufficiale di Stato Civile di raccogliere la volontà.

Proprio come nel matrimonio eterosessuale, il "divorzio" nelle unioni civili prevede che possa essere decretato il mantenimento dell'ex partner attraverso gli alimenti.
"Una delle principali differenze contenute nella legge - osserva Giudetti - è la mancanza dell'obbligo di fedeltà, che invece è presente nel matrimonio eterosessuale. Sul piano giuridico ciò incide tantissimo, perché nel divorzio, in caso di infedeltà, ci potrebbe essere l'addebito del divorzio. Cosa che non può esistere nello scioglimento dell'unione civile".

Per quanto riguarda i figli, pur mancando dalla legge la famosa stepchild adoption, ci sono numerose sentenze che riconoscono l'adozione del figlio del partner. E anche nel caso dello scioglimento dell'unione civile i figli vengono a tutti gli effetti considerati come della coppia.
"Questo avviene anche nelle coppie di fatto - osserva l'avvocata - perché l'interesse del minore, che può tradursi con gli alimenti, viene sempre prima".

ASCOLTA L'INTERVISTA A DESIRÈE GIUDETTI:


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