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Travolto dal tir lanciato contro il presidio, operaio muore a Piacenza

Un operaio è morto investito da un tir in un picchetto alla Gls.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro, Giustizia
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Un momento del picchetto davanti alla Gls

Un tir lanciato contro il picchetto dei lavoratori della Seam, in appalto alla Gls, con l'autista aizzato dall'azienda. È questo che ha provocato la morte di un operaio dell'Usb che stava protestando pacificamente contro il mancato rispetto dell'accordo da parte dell'azienda.

Quanto accaduto questa notte davanti alla Gls di Montale di Piacenza sembra riportare indietro di quarant'anni le lancette della storia. Un operaio è morto travolto da un tir il cui autista è stato incitato dall'azienda a lanciarsi contro il picchetto di Usb per chiedere il rispetto dell'accordo da parte dell'azienda.
A raccontare ai nostri microfoni quanto accaduto è Riccardo Germani, delegato di Usb: "Avevamo dato vita ad un'assemblea per chiedere alla Gls di rispettare l'accordo sottoscritto. Quando l'azienda si è rifiutata abbiamo dato vita ad un picchetto".

Fin qui si tratta di scene di "normale" protesta, soprattutto nel settore della logistica, dove si consuma grande sfruttamento e dove sono nate negli ultimi anni molte lotte.
A trasformare tutto in tragedia, però, è quanto accaduto dopo. "Incitato da un preposto dell'azienda - continua Germani - un camionista si è lanciato col tir contro il presidio, travolgendo il lavoratore che è morto, lasciando una moglie e cinque figli".
Secondo il delegato, non si tratta di un tentativo di forzare un blocco delle merci operato dai lavoratori, ma il tir si è lanciato di proposito sul presidio.

Ora la magistratura ha aperto un'inchiesta, acquisendo i video girati dai lavoratori coi telefonini durante il presidio. Il camionista, inoltre, risulta al momento già indagato per omicidio stradale.
Usb, nel frattempo, ha allestito un presidio permanente e alle 12.30 terrà una conferenza stampa per annunciare le iniziative che metterà in campo per rispondere a quanto accaduto.


Ascolta la ricostruzione di Riccardo Germani

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