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Testamento biologico in aula: "Non ci siano manovre per allungare i tempi"

La legge approda alla Camera e l'associazione "Luca Coscioni" lancia un appello.


di Alessandro Canella
Categorie: Sanità
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A due settimana dalla morte di Dj Fabo, la legge sul testamento biologico approda oggi alla Camera. L'associazione "Luca Coscioni" e i Radicali danno vita ad un presidio e lanciano un appello ai parlamentari: "Non ci siano manovre in aula per allungare i tempi". Il testo della legge introduce la rinuncia ad alimentazione e idratazione artificiale, ma presenta alcuni punti critici ed ambiguità.

Sono passate due settimane dalla morte di Dj Fabo  in Svizzera. L'uomo, diventato tetraplegico dopo un incidente stradale, ha scelto di ricorrere al suicidio assistito e, per farlo, ha dovuto andare all'estero. In Italia, infatti, manca una legge sul fine-vita, nonostante la discussione su uno dei temi ad esso connessi, il testamento biologico, sia avvenuta un anno fa in commissione.
Oggi, finalmente, il testo della legge approda alla Camera, ma il rischio è che, come avviene spesso su temi bioetici, alcuni partiti tentino di boicottare la discussione e l'approvazione.

L'associazione "Luca Coscioni" e i Radicali italiani hanno indetto per questo pomeriggio un presidio a Montecitorio proprio per accompagnare l'inizio della discussione della legge. "Non ci siano manovre in aula per allungare i tempi - chiede dai nostri microfoni Filomena Gallo, segretario della "Luca Coscioni" - La maggioranza degli italiani è favorevole ad un provvedimento del genere e basta aprire i quotidiani per capire quanta voglia di autodeterminazione ci sia nel nostro Paese".
Associazione e Radicali chiedono dunque ai parlamentari italiani un'assunzione di responsabilità che porti l'Italia a raggiungere gli standard europei in materia.

L'attuale testo della legge, che pure viene vissuto come un primo passo importante, presenta però alcuni punti critici e alcune ambiguità.
Se da un lato introduce la possibilità di esprimere la rinuncia all'alimentazione ed idratazione artificiali, dall'altro manca, ad esempio, la depenalizzazione per l'assistenza alla morte volontaria.
Ambiguità si registrano anche sul ruolo del medico. Il comma 7 dell’ articolo 1 recita che "il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente", ma al tempo stesso "il paziente non può esigere dal medico trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale e alla buone pratiche clinico-assistenziali".

Non c'è quindi il rischio che, come avviene per la legge 194, il testamento biologico possa essere boicottato da una sorta di obiezione di coscienza da parte di medici ed infermieri?
"La Costituzione italiana - ricorda Gallo - all'articolo 32 afferma chiaramente che nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario e che qualunque legge non può in alcun caso violare i limiti imposti dal rispetto dalla persona umana". Non può essere dunque un medico ad imporre una cura ad un paziente che non la vuole.
In questa direzione va il senso dello slogan scelto per il presidio di questo pomeriggio: "liberi fino alla fine".

Nel testo della legge, inoltre, non è presente un riferimento alla “sedazione palliativa profonda e continua”, una tecnica utilizza recentemente che consente al paziente di entrare in un sonno profondo e arrivare alla morte senza sofferenza. L’associazione Luca Coscioni ha raccolto un testo firmato da oltre 150 dottori, la “Carta dei medici per il testamento biologico”, per chiedere che questa tecnica venga inserita nella legge.


Ascolta l'intervista a Filomena Gallo

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