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Scuola, il tempo pieno? Un diritto "estratto a sorte"

La protesta di un gruppo di genitori del quartiere Saragozza.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione
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Il boom demografico nel quartiere Saragozza ha costretto scuole e Comune ad estrarre a sorte i bambini delle primarie che potranno frequentare le scuole dove è presente il tempo pieno. Gli esclusi potrebbero anche finire in scuole fuori dallo stradario. La protesta dei genitori: "Il Comune avrebbe dovuto organizzarsi per tempo. Noi rischiamo di pagare il servizio di tempo prolungato".

Il tema delle iscrizioni alle scuole elementari del Quartiere Saragozza ha generato preoccupazioni e proteste tra i genitori. In particolare, un gruppo di questi ha scritto a sindaco, scuole e presidente di Quartiere per chiedere un incontro urgente contro la soluzione profilata dalle istituzioni: quella di estrarre a sorte i bambini che potranno frequentare le scuole del quartiere.
Tutto nasce in seguito ad un piccolo boom demografico registratosi nel 2011. I bimbi nati quell'anno, a settembre prossimo, dovranno frequentare la scuola primaria, ma i posti disponibili sono meno della domanda.

Ciò si è concretizzato al momento delle iscrizione quando, come racconta ai nostri microfoni Arianna Dondi, una delle mamme che guida la protesta, alcune scuole del quartiere, in particolare quelle che offrono il tempo pieno, risultano già sature.
"Giustamente i regolamenti danno la precedenza a chi ha figli con disabilità o ha già altri figli che frequentano la scuola - osserva Dondi - ma per gli altri si è deciso di procedere con un sorteggio".
Il rischio è che, con questa modalità, alcuni bambini vengano esclusi non solo dalla scuola a cui hanno fatto richiesta, ma anche dalla scuola del proprio stradario.

"In gioco - sottolineano i genitori nella lettera al Comune - ci sono i tempi di vita dei bambini, delle famiglie e della città, se si considerano, per citare solo alcuni aspetti, i problemi organizzativi delle famiglie e dei lavoratori, l’impossibilità di avere il modello di scuola scelto, il maggior traffico ed inquinamento generato dagli spostamenti che si renderanno necessari per gli esclusi".
I genitori se la prendono col Comune che, potendolo fare in base all'anagrafe sulle nascite, non si è organizzato per tempo.
"A gennaio, in fase di presentazione delle scuole - racconta Dondi - sono state ipotizzate alcune soluzioni, come la creazione di sezioni aggiuntive distaccate, ma ad oggi e probabilmente fino a settembre non sappiamo quale scuola frequenteranno i nostri figli e non ci possiamo organizzare".

I genitori, infine, sottolineano il paradosso sul tempo pieno. Nelle scuole "sold out" è presente e gratuito, nelle altre invece è previsto un servizio di tempo prolungato, ma è a pagamento. "Inoltre questo servizio propone attività soprattutto sportive, ma noi non possiamo scegliere l'attività o la società", continua la mamma.
I genitori, quindi, si danno appuntamento alle 14.30 di domani in via Cà Selvatica, sede dell'Istituzione Scuola, chiedendo di essere ricevuti prima che avvenga il sorteggio, previsto per le 15.


Ascolta l'intervista ad Arianna Dondi

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