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Scuola e precariato: anno nuovo, problemi vecchi.

Le politiche del governo del cambiamento che ricordano tanto quelle dell'ex ministra Gelmini


di Anna Uras
Categorie: Lavoro, Istruzione
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La questione della precarietà si conferma un grande problema per la scuola italiana. Anche quest'anno ci sono stati dei grossi problemi per far iniziare l’anno scolastico in
regola, con gli insegnanti al loro posto. Disagi da entrambe le parti, con cattedre vuote e sempre meno continuità didattica da una parte e condizioni di lavoro precarie dall’altra.

È iniziato un nuovo anno scolastico, ma la precarietà continua ad essere un problema. Lo è per la condizione dei lavoratori, ovviamente, ma anche per la qualità del servizio pubblico. Cattedre vuote, assegnazioni rimandate e mancanza di continuità sono solo alcune delle criticità che anche quest'anno si sono ripresentate. A pagarne lo scotto sono gli studenti e le famiglie, soprattutto di chi avrebbe bisogno di un insegnante di sostegno.

"Il tanto sbandierato governo del cambiamento sembra guardare al passato- siega Jacopo Frey del Coordinamento dei Precari della Scuola di Bologna, che nelle politiche del nuovo governo ravvisa una somiglianza con quelle dell'ex ministra Gelmini. - In Italia abbiamo una legge che non è chiara, il Ministro Bussetti nelle sue dichiarazioni ha sempre parlato di voler spalancare la strada ai giovani, dimenticandosi, o facendo finta di dimenticarsi, di quelli che erano i precari storici".

L'11 settembre scorso migliaia di precari hanno manifestato davanti a Montecitorio in occasione del dibattito parlamentare sul Decreto Milleproroghe, in cui era prevista una misura che riconosceva il diritto dei precari abilitati ad essere inseriti in una graduatoria per la progressiva assunzione in ruolo. Pur essendo un riconoscimento solo parziale del diritto all'assunzione per tutti i precari rivendicato dai manifestanti, tale provvedimento è stato bocciato dal governo del gialloverde, i cui esponenti hanno rifiutato un incontro con una delegazione di precari.

Tra le principali criticità di questo inizio di anno scolastico, specialmente in Emilia Romagna, spicca il tema dei docenti di sostegno, ambito nel quale la continuità didattica sarebbe particolarmente cruciale. "La questione dei docenti di sostegno conosce una sua specificità - spiega Frey - che viene affrontata nel peggior modo possibile. Noi ci ritroviamo anche quest'anno ad avere dei grossi ritardi nell'assegnazione delle cattedre, basti pensare che a Modena sono state rimandate al 10 ottobre. Sappiamo che da anni mancano dei docenti specializzati nel sostegno. Per cui il grosso delle cattrede finisce alle supplenze annuali. Il problema di fondo di questa situazione è che non si ricorda che l'unica vera continuità la si ottiene tramite l'assunzione a tempo indeterminato dei docenti, e in caso anche la loro specializzazione sul sostegno".

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