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Editore neofascista al Salone del Libro, forfait e polemiche

Le polemiche per la presenza di una casa editrice neofascista.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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La libreria di Altaforte a Bolzano

Continuano le polemiche attorno al Salone del Libro di Torino per la presenza di Altaforte, la casa editrice di CasaPound. Il consulente del Salone Christian Raimo si è dimesso. Il collettivo di scrittori Wu Ming annuncia il forfait. L'infiltrazione neofascista nell'editoria è in espansione.

La presenza di Altaforte, la casa editrice di CasaPound, alla 32^ edizione del Salone del Libro, in programma a Torino dal 9 al 13 maggio, sta provocando un vero e proprio terremoto politico.
Se in un primo momento ad aver dato scandalo è stata la notizia che Altaforte pubblicherà il libro del ministro degli Interni Matteo Salvini, ora la bufera si è spostata proprio sulla presenza dell'editore neofascista all'evento fieristico.

Le conseguenze non hanno tardato a manifestarsi. Chi non accetta che la propaganda neofascista trovi spazio in uno degli eventi culturali più importanti del nostro Paese si dimette o annuncia forfait. Così hanno fatto, ad esempio, Christian Raimo, che era consulente del Salone stesso, e il collettivo di scrittori Wu Ming, che ha annunciato che darà forfait.

La vicenda che ha coinvolto Raimo non è edificante. Lo scrittore, insegnante e intellettuale nei giorni scorsi ha commentato la notizia della presenza neofascista al Salone ricordando che "l'antifascismo è miltante o non è". Un commento personale, che Raimo stesso ha precisato non rappresentare la posizione ufficiale del Salone, ma che deve aver generato pressioni tale da indurlo alle dimissioni, come si legge in un post sul suo profilo Facebook:



Su posizioni simili il collettivo Wu Ming che, in un post pubblicato nella notte tra sabato e domenica su Giap e intitolato "Gomito a gomito coi neofascisti? Mai. Ovvero: perché non andremo al #SalonedelLibro di #Torino", annuncia di disertare l'appuntamento torinese.
In particolare, Wu Ming 4 doveva partecipare il 12 maggio per presentare l'antologia di suoi scritti su Tolkien, "Il Fabbro di Oxford".

"A Torino - si legge nel comunicato - si è compiuto un passo ulteriore nell'accettazione delle nuove camicie nere sulla scena politico-culturale italiana". Nell'esprimere solidarietà a Raimo per gli attacchi fascisti che ha ricevuto, i Wu Ming affermano che "i fascisti vadano fermati e, metro dopo metro, ricacciati indietro. (...) Noi non abbiamo intenzione di condividere alcuno spazio o cornice coi fascisti. Mai accanto ai fascisti".
Del resto, per il collettivo di scrittori, non basta trincerarsi dietro la formalità, come ha fatto il Comitato d'indirizzo del Salone sottolineando che CasaPound non è fuorilegge.

Il settore dell'editoria neofascista è in espansione, osserva il giornalista Andrea Palladino in un articolo su L'Espresso.
Oltre a Pivert, il marchio di abbigliamento che vanta una ventina di punti vendita e un centro logistico in Italia, uno dei business fiorenti dell'estrema destra sembra proprio essere quello editoriale.
A fine 2017 CasaPound ha fatto il suo ingresso nel settore dell'informazione, con la testata "Il Primato Nazionale". Ma anche la saggistica e la letteratura sono fiorenti, come testimonia il fatturato del 2017 di Altaforte, pari a duecentomila euro.

Il socio principale di Altaforte, la casa editrice finita nell'occhio del ciclone, è Minerva Holding, che si presenta come "La casa degli editori" e distribuisce libri di sei marchi dell'estrema destra.
Non c'è, infatti, solo CasaPound ad essersi avventurata nel mercato editoriale, ma anche gruppi neofascisti come Forza Nuova hanno i loro editori di riferimento, spesso militanti di vecchia data, con un curriculum di violenza di tutto rispetto.

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