Radio Città Fujiko»Notizie

Rifiuti: la vecchia tossica ricetta degli inceneritori

Il dibattito sui termovalorizzatori che agita il governo.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente, Politica
CO2.jpg

Oggi il vertice a Caserta per contrastare i roghi di rifiuti, ma il tema agita il governo, con Salvini che punta sugli inceneritori e il M5S contrario. Legambiente in presidio: puntare su compostaggio organico e biogas. I rischi dei termovalorizzatori per la salute vengono minimizzati, ma i medici di Isde mettono in guardia.

Si tiene oggi a Caserta il vertice, a cui parteciperanno ministri del governo e autorità locali, sul tema dei roghi dei rifiuti. Il premier Giuseppe Conte ha annunciato che firmerà, con alcuni ministri, un protocollo d'intesa per la Terra dei Fuochi. In particolare, si pensa di far presidiare dall'esercito il territorio dove i roghi sono più frequenti.
La questione, però, ha provocato anche una discussione all'interno dell'esecutivo per le posizioni contrapposte che hanno i due partiti della maggioranza. Da un lato Matteo Salvini propone la realizzazione di nuovi inceneritori, dall'altro il M5S, che da anni conduce battaglie contro questa forma di soluzione.

Davanti alla Prefettura di Caserta, dove si svolgerà il vertice, ci saranno anche attivisti e simpatizzanti di Legambiente, l'associazione ambientalista che nelle scorse ore ha preso posizione nel dibattito italiano. "Dopo il condono ora gli inceneritori: più che il Governo del cambiamento sembra l'esecutivo Berlusconi dei primi anni 2000", sottolinea una nota dell'associazione di sabato scorso, mentre giusto ieri Legambiente osservava che "la Campania non può ridursi a teatro di questa commedia politica. No agli inceneritori. Nel Centro Sud servono nuovi impianti per trattare l’organico differenziato".

Ai nostri microfoni, il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, sostiene che il dibattito italiano è confuso perché mischia tre temi diversi: come chiudere il ciclo dei rifiuti urbani in Campania, come fronteggiare l'emergenza degli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti, che avvengono in tutta Italia, e come affrontare l'irrisolto problema della Terra dei Fuochi.

I ROGHI DI RIFIUTI
"Il fenomeno degli incendi di rifiuti non è un fenomeno che riguarda solo la Campania e la Terra dei Fuochi", mette in chiaro Ciafani. Nella precedente legislatura, la Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti ne ha contati 300, cioè 100 all'anno, uno ogni tre giorni. "Sicuramente non c'è una regia unica - continua il presidente di Legambiente - ma c'è l'uso di uno strumento unico, il fuoco, essenzialmente per far sparire le prove".

I roghi possono esseri appiccati per mascherare il fatto che alcuni impianti stavano ospitando più rifiuti di quelli per cui erano autorizzati, oppure perché si stavano smaltendo rifiuti pericolosi, per i quali non c'era l'autorizzazione, o ancora perché le imprese di gestione sono sull'orlo del fallimento e contano di incassare i premi assicurativi. In alcuni contesti, inoltre, può essere facile ipotizzare la mano delle ecomafie.

LA QUESTIONE DEGLI INCENERITORI
Nel dibattito odierno Legambiente frappone il proprio rifiuto alla soluzione degli inceneritori, che in Italia viene spesso approcciata con l'eufemismo di "termovalorizzatori".
"In Campania c'è il terzo inceneritore italiano per dimensioni, quello di Acerra - sottolinea Ciafani - Non siamo più alla situazione di quindici anni fa, di cui parlò la stampa mondiale. Oggi la Campania viene prima di regioni come Toscana e Liguria per raccolta differenziata".

Ciò che manca, secondo gli ambientalisti, sono gli impianti industriali per il trattamento dell'organico differenziato, che oggi viene raccolto in Campania e trattato nelle regioni del nord. Impianti che, in termini di economia, potrebbero risultare più sensati degli inceneritori, poiché dal compostaggio e di digestione anaerobica si produce biogas, che può essere trasformato in biometano, utile per il riscaldamento o per il carburante degli autoveicoli.
Su questo tema Legambiente sfida apertamente il M5S, che sembra legato ad un'idea romantica di compostiere domestiche.

ASCOLTA L'INTERVISTA A STEFANO CIAFANI:


I RISCHI PER LA SALUTE DEGLI INCENERITORI
Da quando è iniziata la discussione nel governo, qualche giornale si è occupato anche dei rischi per la salute connessi all'incenerimento di rifiuti. Spesso abbiamo letto che gli impianti di nuova generazione sono sicuri e hanno azzerato quasi tutti i rischi per la salute.
Non la pensa così Patrizia Gentilini, oncologo, ematologo e membro di Isde (International Society of Doctors for Enviroment) - Medici per l'Ambiente.
"È davvero deprimente dover tornare a parlare di questi temi, nonostante dalla stessa Europa arrivino indicazioni che vanno in un'altra direzione", premette ai nostri microfoni.

L'oncologa si sofferma sullo studio Moniter, sviluppato in Emilia Romagna, in particolare sull'inceneritore bolognese di via del Frullo. "C'è un aumento statisticamente significativo dei nati prematuri, dei bambini sottopeso e degli aborti spontanei".
L'esponente di Isde afferma senza ombra di dubbio che anche gli inceneritori di nuova generazione comportano rischi per la salute. "Anche se rispettano i limiti - insiste Gentilini - i volumi di fumi che sprigionano è enorme e la quantità di sostanze inquinanti, fra diossine, pcb e metalli pesanti, per quanto a norma di legge, di fatto danneggia e mette a rischio la salute delle popolazioni esposte".

ASCOLTA L'INTERVISTA A PATRIZIA GENTILINI:

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]