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È arrivato il momento di fare una Riace in ogni città

Il divieto di dimora a Mimmo Lucano suona come un esilio.


di Alessandro Canella
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La revoca degli arresti domiciliari per Mimmo Lucano si è trasformata in un divieto di dimora, nonostante sia sospeso dalla carica di sindaco nell'esercizio della quale gli vengono contestati i reati. La giornalista Tiziana Barillà, autrice del libro "Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace" parla di esilio e invita a costruire una Riace in ogni città.

I tanti sostenitori di Domenico Lucano, il sindaco di Riace posto agli arresti domiciliari lo scorso 2 ottobre con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, non hanno fatto in tempo a felicitarsi della revoca del provvedimento restrittivo che hanno subito appreso come la misura sia stata tramutata in un divieto di dimora nella sua città.
"È la misura peggiore che gli potesse essere inflitta - osserva ai nostri microfoni la giornalista Tiziana Barillà - Ed è anche un paradosso che il sindaco che ha aperto le case di Riace ai migranti ora si trovi senza una casa".

Barillà, autrice del libro "Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace", osserva come la solidarietà non si sia fatta attendere nemmeno in questo caso. Sono tanti, infatti, i cittadini che offrono ospitalità a Lucano, costretto ad abbandonare il paese.
Per sapere le ragioni che hanno portato i giudici ad adottare questa nuova misura, invece, occorrerà aspettare 15 giorni, quando verranno depositate le motivazioni. A molti, in queste ore, non è chiaro perché se i reati contestati a Lucano sarebbero avvenuti nell'esercizio delle sue funzioni, si renda necessario allontanarlo da Riace anche se è sospeso dalla carica di sindaco.

"A me questa misura suona come una sorta di esilio - afferma Barillà - perché il provvedimento arriva dopo le dichiarazioni di Lucano uscito dalla Camera di Consiglio, quando ha detto che l'accoglienza a Riace continua anche senza il sostegno dello Stato. Il divieto di dimora sembra quasi un modo per impedirgli di fare ciò che aveva detto che avrebbe fatto".
Oltre all'inchiesta che ha coinvolto Lucano, del resto, il Viminale ha attaccato su un altro fronte Riace, disponendo il trasferimento dei migranti presenti nel paese nei progetti sprar.
"Il sistema sprar di fatto viene smantellato dal Decreto Salvini, che verrà convertito in legge entro dicembre - continua la giornalista - Se dimostri che una delle esperienze più virtuose fallisce o non funziona, è come fornire una giustificazione allo smantellamento di un sistema".

Dopo l'arresto domiciliare di Mimmo Lucano, sia a Riace che in tante altre città d'Italia ci sono state manifestazioni e presìdi in sostegno al sindaco. Le novità di ieri sera, però, dimostrano che la mobilitazione non è bastata.
Che fare allora? "Quello che serve è fare di ogni luogo una Riace, fare una Riace in ogni città - conclude Barillà - Non solo esprimere solidarietà, ma praticare quel modello ovunque".

ASCOLTA L'INTERVISTA A TIZIANA BARILLÀ:

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