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La solidarietà incrina la narrazione tossica

Un "altro" popolo che non accetta l'involuzione reazionaria.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Migranti, Donne
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Tante e tanti in piazza da Riace a Verona. Ingenti donazioni per Mediterranea, per Lodi e per il Bar Hobbit di Ventimiglia. Il popolo che rifiuta il medioevo razzista e la guerra alle donne sta iniziando a reagire e a spezzare la narrazione tossica che ci vorrebbe tutti nazionalisti e reazionari.

Pur senza rappresentanza politica, in Italia c'è un "altro" popolo che sta cominciando a reagire all'involuzione che il Paese sta subendo a causa delle politiche dell'attuale maggioranza di governo, in particolare per ciò che riguarda la componente leghista.
Da Riace a Verona, passando per Lodi e il mar Mediterraneo, si moltiplicano le iniziative di solidarietà concreta e le manifestazioni di dissenso alle politiche reazionarie e razziste.
I fronti aperti sono riassumibili in due punti: i diritti umani connessi alla migrazione e le libertà individuali, in particolare quelle che investono il corpo delle donne.

Solo nelle ultime ore abbiamo assistito alla grande manifestazione di Verona, dove migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la mozione anti-aborto approvata la scorsa settimana dal Consiglio comunale con il voto favorevole della capogruppo del Pd, Carla Padovani.
La misura del dissenso acquista ancor maggior rilevanza dal momento che, nelle stesse ore, al presidio organizzato da Forza Nuova e altre associazioni cattoliche riunite nel Comitato "No 194" a Milano c'erano appena poche decine di persone.

ASCOLTA L'INTERVISTA A VALERIA DI NON UNA DI MENO VERONA:


Restando al nord, l'opposizione alle politiche e alla cultura di destra si muove anche su strade diverse dalla mobilitazione di piazza. Il caso del bar Hobbit di Ventimiglia , boicottato dalla cittadinanza perché offre ristoro ai migranti, e l'esclusione dei bimbi migranti dalla mensa e dal trasporto scolastico a Lodi, hanno generato un'incredibile risposta solidale, che passa per il sostegno economico.
In particolare a Lodi, il Coordinamento nato in sostegno dei bimbi migranti esclusi ha dovuto sospendere le donazioni perché in poche ore avevano già raggiunto la ragguardevole cifra di 90mila euro.

Il fronte solidale, però, non è l'unico su cui si muove l'opposizione al provvedimento dell'Amministrazione di Lodi, che in sostanza estromette una fetta di popolazione (quella migrante) sulla base di richieste aggiuntive per quanto riguarda la presentazione dell'Isee.
L'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione si sta mobilitando e ha introdotto un'azione collettiva contro il Comune di Lodi volta ad ottenere la rimozione del regolamento. Secondo gli avvocati dell'Asgi, gli oneri posti a carico della famiglia sono "sproporzionati e inutili", ma soprattutto "in contrasto con la normativa Isee".

ASCOLTA L'INTERVISTA AD ALBERTO GUARISO DI ASGI:


Alle campagne di raccolta fondi in solidarietà con categorie deboli colpite da provvedimenti amministrativi si affiancano anche campagne a sostegno di iniziative della società civile che insistono su temi caldi. È il caso di Mediterranea - Saving Humans, l'imbarcazione di una piattaforma sociale che ormai da più di dieci giorni è nel Mediterraneo.
Il crowdfunding lanciato dagli attivisti per ripagare le spese dell'opperazione, che ammontano a 700mila euro, in meno di due settimane ha già raggiunto i 140mila euro.

Nei pochi giorni trascorsi in mare, le navi di Mediterranea hanno già avuto modo di testimoniare e denunciare un respingimento di migranti da parte della Libia e di fare pressioni affinché la Guardia Costiera italiana intervenisse per salvare 70 persone su un barcone in difficoltà, nonostante un primo disinteressamento delle autorità italiane.
"Pensavamo che il Mediterraneo fosse un mare silenzioso - racconta ai nostri microfoni Mario, attivista appena sceso dalle navi di Mediterranea - invece ogni giorno c'erano aerei di Sophia e Frontex che ci sorvolavano per controllarci e alcune volte abbiamo ricevuto segnalazioni di imbarcazioni in difficoltà dalla parte opposta di dove ci trovavamo, ma arrivati sul posto non abbiamo trovato nulla, quindi leggiamo ciò come un tentativo di depistarci".

ASCOLTA L'INTERVISTA A MARIO DI MEDITERRANEA:


La repressione nei confronti delle alternative, però, continua. Con una circolare inviata al Comune di Riace e al prefetto di Reggio Calabria il Ministero dell'Interno ha disposto la fuoriuscita dei migranti accolti nei centri di accoglienza della cittadina.
Nonostante il Gip abbia rigettato le imputazioni relative a presunte irregolarità nella gestione dei progetti Sprar con cui la Procura voleva incriminare il sindaco Mimmo Lucano , il Viminale coglie la palla al balzo per distruggere un modello di integrazione famoso in tutto il mondo.

Dopo lo scandalo sollevato dalla notizia, il Viminale ha precisato che non vi sarà alcuna deportazione, alcun trasferimento obbligatorio di migranti. Ma l'alternativa lasciata ai profughi ospitati negli sprar di Riace è quella, per restare, di perdere l'assistenza e i benefici di cui beneficiavano finora: in pratica di uscire dall'accoglienza.
Ieri, durante la festa di Campi Aperti in piazza VIII agosto a Bologna sono intervenuti anche alcuni esponenti di Sos Rosarno, la cooperativa che distribuisce agrumi senza lo sfruttamento dei braccianti migranti. A Peppe Pugliesi, referente del progetto, abbiamo chiesto anche un parere sulla vicenda di Riace.
"Non credo che ci sia un accanimento personale contro il sindaco Lucano - ha osservato Pugliesi - ma penso che sia un attacco più generale al progetto Sprar".

ASCOLTA L'INTERVISTA A PEPPE PUGLIESI:

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