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Referendum Jobs Act: ammessi due su tre, bloccato l'art18

La Corte Costituzionale ha dichiato ammissibili due dei tre quesiti proposti dalla Cgil.


di redazione
Categorie: Lavoro, Politica
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Due dei tre referendum abrogativi promossi dalla Cgil contro il Jobs Act sono ammissibili. La Corte Costituzionale ha approvato i quesiti su voucher e appalti, ma ha bocciato quello sull'articolo 18. Resta aperto il nodo politico: la maggioranza vorrà andare a urne anticipate o si pensa ad una modifica parlamentare dei temi connessi ai quesiti approvati?

Sì ai quesiti su voucher e appalti, no a quello sull'articolo 18. È stata questa la pronuncia della Corte Costituzionale sui referendum promossi dalla Cgil contro il Jobs Act.
La Corte ha approvato i testi su voucher e responsabilità sociale negli appalti, ma ha stoppato la proposta che chiedeva di abrogare la norma della riforma del lavoro che toglieva il reintegro per i licenziamenti senza giusta causa e di ritornare alla normativa precedente.
Secondo alcuni osservatori è stato proprio questo l'appiglio che ha portato alla bocciatura del quesito, considerato in parte abrogativo, ma in parte anche propositivo, quindi inammissibile.

Nei giorni scorsi, in realtà, alcuni esponenti del governo avevano rilasciato dichiarazioni di segno opposto, che suonavano tutte come un tentativo di condizionare la decisione assunta oggi dalla Corte Costituzionale. In particolare con pressioni ai componenti considerati politicamente "amici".
Nello stesso Pd non c'è una linea univoca. Se al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, qualche settimana fa, era scappato detto che i referendum sul Jobs Act andavano scongiurati attraverso il ricorso alle urne anticipate, le polemiche seguite a quelle dichiarazioni ora sono messe da parte e quell'ipotesi è inseguita da sempre più esponenti democratici. Alla faccia della democrazia.

Superata la questione tecnica con la pronuncia della Consulta, la partita ora è tutta politica. Occorre cioè verificare se l'ammissibilità di due referenda su tre è un pretesto sufficiente per i renziani per staccare la spina al governo Gentiloni e far tentare all'ex premier di tornare in sella o se, invece, saranno sufficienti alcune blande modifiche parlamentari su voucher e appalti per disinnescare la portata della consultazione referendaria, senza ricorrere alle urne.

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