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Quelle lobby che condizionano le istituzioni europee

Il libro di Gabriel Amard, attivista di La France Insoumise.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica, Economia
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"Le lobby a Bruxelles: il grande imbroglio del neoliberismo" (The Stark Press) è il libro dell'attivista per l'acqua pubblica ed candidato di La France Insoumise alle elezioni europee. Un approfondimento sui gruppi di potere finanziari e multinazionali che condizionano le politiche delle istituzioni europee.

Contiene una prefazione di Jean Luc Melenchon, leader di La France Insoumise, la sinistra radicale francese che, a differenza della situazione italiana, ha una forza non irrilevante. È pubblicato da una nuova casa editrice, la napoletana The Stark Press, di cui costituisce il primo titolo.
È "Le lobby di Bruxelles: il grande imbroglio del neoliberismo", il libro dello storico attivista per l'acqua pubblica e candidato europeo (proprio con La France Insoumise) Gabriel Amard, che verrà distribuito in Italia a partire dalla settimana prossima.

Grazie alla traduzione e agli adattamenti di Salvatore Prinzi, il volume si propone di rispondere ad alcune domande su uno dei temi più caldi della politica del Vecchio Continente degli ultimi anni: come funziona l'Unione Europea? Qual è il peso delle lobby e delle grandi multinazionali sulle decisioni che vengono prese? Chi le prende? I deputati eletti dal popolo, gli Stati che negoziano fra loro, un ristretto manipolo di tecnocrati della Commissione europea e della Banca Centrale, o dei soggetti privati privi di qualunque controllo?

Le risposte che Amard fornisce sono impietose. "Nel libro ho voluto condurre una sorta di visita guidata a Bruxelles - racconta l'autore ai nostri microfoni - per capire che anche la geografia suggerisce qual è il rapporto di potere". Le istituzioni europee, infatti, sono circondati da edifici in cui risiedono i lobbisti di grossi gruppi finanziari e nazionali.
Oltre alla geografia, sono anche i numeri a parlare: il personale pagato dalle lobby per fare pressione sulla politica supera di migliaia di unità tutto il personale impiegato nelle stesse istituzioni.

Per come è oggi, dunque, l'Europa sembra nelle mani di un'oligarchia economico-finanziaria che detta le leggi che verranno poi approvate dalle istituzioni. Una voracità del neoliberismo che si è mangiato tutto, tradendo perfino il sogno giovanile che molti militanti della sinistra avevano, quello di un'Europa dei popoli, dove la fratellanza e la pace avessero cittadinanza.
Le alternative che si prefigurano oggi, però, sembrano altrettanto asfissianti. Al neoliberismo sembra opporsi solamente una nuova forma di nazionalismo.
L'esempio francese de La France Insoumise, invece, secondo Amard rappresenta un'eccezione che anche l'Italia dovrebbe seguire.

ASCOLTA L'INTERVISTA A GABRIEL AMARD:

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