E' arrivata la condanna in primo grado per i due dirigenti imputati del processo Eternit, Stephan Schmidheiny e Jean Louis de Cartier: 16 anni di reclusione (l’accusa aveva chiesto 20 anni).
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Processo Eternit: giustizia si fa strada
Intervista con Vito Totire, medico del lavoro e presidente dell' Associazione esposti amianto e rischi per la salute di Bologna
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Un processo ambientale senza precedenti in Europa che stabilisce come l'azienda multinazionale svizzera ingnorasse deliberatamente tutte le informazioni sui danni per la salute dell'amianto in tutti gli stabilimenti italiani. I numeri parlano di 2.191 morti e 665 malati.
Per questo sono stati definiti anche risarcimenti pari a 30mila euro per ogni congiunto e per alcuni ammalati fino a 35mila euro; 100 mila euro per ogni sigla sindacale, 4 milioni per il comune di Cavagnolo 25 per quello di Casale Monferrato.
"La sentenza rende giustizia alle famiglie" ha detto alla Stampa Bruno Pesce, presidente della Afeva, l’associazione che riunisce i familiari delle vittime dell’amianto. "I 16 anni inflitti agli imputati - ha aggiunto Pesce - dimostrano che nell’accaduto vi furono consapevolezza e dolo. Purtroppo il disastro che hanno provocato è ancora in corso".
Nell'intervista che potete ascoltare qui sotto Vito Totire spiega come la "giustizia finalmente si faccia strada" con prospettive per i tanti casi ancora da bonificare di contaminazione di amianti per politiche ambientali più serrate e rispettose della salute.
Intervista Vito Totire: sentenza Eternit







