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Piove, Immigrato Ladro!

L'Italia in preda a convulsioni fascistoidi e xenofobe


di Alfredo Pasquali
cattivik
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Dai fatti di cronaca nera, alla zanzara della malaria, dai decreti Minniti ai deliri di Salvini, a rischio non sono solo i diritti dei migranti , ma la libertà di tutti noi

Secondoil ministro Minniti il decreto anti sbarchi si sarebbe reso necessario per arginare una deriva fascistoide e xenofoba: spariti i migranti, finito il leghismo.

Sorvolando sul fatto che il governo italiano ha dato il suo tacito consenso all’accordo tra regimi antidemocratici dell’Africa come Niger o Ciad e le milizie libiche per lager per migranti in cambio soldi più armi (inchiesta di Associated Press), non considerando la questioncella che, salvo ancora Save the Children, tutte le altre Ong hanno abbandonato il loro posto di salvataggio nel Canale di Sicilia, lasciando solo i militari ad operare e testimoniare sui luoghi dei delitti, non contando i morti che si assommano nel deserto, infischiandosene che le rotte della disperazione cambiano tragitto passando oggi dalla Romania, siamo davvero riusciti ad allontanare la cancrena xenofoba?

La risposta è negativa. Il razzismo è come l’anticomunismo = meno rossi ci sono più feroce diventa. Così anche l’odio verso l’altro si alimenta ed aumenta tanto più in mancanza dei ”neri”.

Succede a Rimini dove un ordinario (ahimè) fatto di cronaca criminale con stupri e botte, diventa il delitto dell’anno e si sbattono i mostri su tutte le prime pagine, nemmeno fossero stragisti dell’Isis in giro per le strade di Parigi Il dolore delle vittime viene strumentalizzato per fare di piccoli delinquenti (due i minori) orchi venuti dall’Africa. Forza Italia e Lega ricordano “vogliono dargli anche lo Ius Soli!”. Sicuramente avrebbe fatto differenza per le persone stuprate o pestate a sangue sapere se l’aggressore avesse avuto in tasca un passaporto italiano o no ... Le televisioni e i giornali si riempiono di tutte le molestie, violenze, stalking sulle donne, purchè commesse da stranieri. Si stila anche la classifica etnica del delitto: quanto stuprano gli albanesi, i rumeni, i marocchini, i siriani. Tutto questo dimenticando allegramente come per lo più l’assassino abbia sempre le chiavi di casa in quanto fidanzato, ex, zio, padre, ecc.

Poi arriva la zanzara anofele. Muore una povera bimba di 4 anni per la peggior specie di malaria. La colpa? Per il Tempo di Roma: “Ecco la malaria degli immigrati”, per LiberoDopo la miseria portano le malattie”. Lasciando stare "la miseria" con tutti i lavoratori stranieri, più che sfruttati, che pagano le pensioni agli italiani e che alzano significativamente il Pil nazionale, veniamo invece al contagio.

Un tempo si pensava che la -Mal Aria- fosse dovuta ai miasmi respirati nelle zone paludose. Poi si è scoperto che il vettore è la zanzara anofele. In casi rarissimi la malattia può trasmettersi tramite la contaminazione sanguigna.

Nessun untore dunque, se non il malefico insetto e le sue uova che non rispetta nemmeno gli accordi di Schengen. L’unico plasmodio vagante è quello che Salvini vuol iniettare agli italiani.

Su 60 milioni di persone in Italia, nel nostro paese si contano annualmente 600 casi (N.B. non morti, solo casi) di ammalati, una cifra davvero poco allarmante. Ma se ogni caso singolo viene sbattuto regolarmente in prima pagina, l’effetto invasione è creato in modo perfetto e tutti ci sentiremo a rischio febbre quaternaria. Da giorni infatti spuntano casi di malattie qua e là, da Trento a Napoli. Libero ci racconta “le verità che ci nascondono” da un dossier del ministero: la malaria è presente largamente in tanti parti povere del mondo e proprio da lì non a caso provengono i migranti... Dunque se gli stranieri, oltrechè non venire in Italia, non abitassere nemmeno a casa loro, noi poveri occidentali non saremmo a rischio malattie quando andiamo in vacanza nei paradisi tropicali!

Ma non c’è ragionamento razionale, non c’è logica, nè buon senso che possano intaccare la fabbrica della paura, che ha quattro potentissimi cavalieri dell’apocalisse dalla propria parte: l’ignoranza, la frustrazione, l’informazione, la vigliaccheria.

Forse allora non bisogna limitarsi più solo alla pur doverosa accoglienza del “vestire gli ignudi, dar da mangiare agli affamati e dar da bere agli assetati”.

Magari proviamo a rovesciare il ragionamento, considerando gli immigrati non un problema, ma una risorsa: persone oppresse con energie e domande  fondamentali per cambiare una sociatà che non ci piace e non altri da respingere per mantenere un paese fatto non per vecchi, non per giovani, non per donne, e tantomeno per chi lavora.


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